Riaprono (temporaneamente) i Giardini Reali di Torino dopo 20 anni. Ecco le foto del parco annesso ai Musei Reali: allo studio percorsi turistici verdi nelle Residenze Sabaude

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9. Giardino Ducale dall'alto_bassa

Dopo quasi vent’anni riaprono i Giardini Reali di Torino, lo spazio verde che abbraccia e completa lo straordinario complesso dei Musei Reali. Erano chiusi dal 1997, quando un incendio distrusse gran parte della vicina Cappella della Sindone – opera barocca di Guarino Guarini -, posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale, e attualmente ancora in fase di restauro. Anche il cantiere dei Giardini Reali non è ancora del tutto ultimato: l’apertura a partire dal 24 marzo è, infatti, temporanea, nell’ottica di agevolare il turismo pasquale. Poi – dal 3 aprile – saranno nuovamente chiusi fino al termine di giugno per avviare la seconda parte dei lavori che riguarderà la pulitura e conservazione delle statue seicentesche, della fontana dei Tritoni di foggia settecentesca e altri interventi.
L’attuale riapertura interessa un’area di cinque ettari dei sette complessivi e, quando il ripristino sarà a regime, restituirà alla città uno spazio di grande bellezza e un vero e proprio polmone verde nel centro storico, completando anche l’offerta culturale del complesso dei Musei Reali (ex Polo Reale) con i suoi sei spazi museali – Palazzo Reale, Armeria Reale, Biblioteca Reale, Galleria Sabauda, Museo Archeologico e Palazzo Chiablese – che si snodano attraverso 55mila metri quadrati, in un itinerario di storia, arte e – ora – anche natura. In tale direzione è allo studio, da parte dell’Assessorato Regionale alla Cultura e al Turismo un pacchetto turistico di percorsi nei giardini storici delle Residenze Sabaude, che vanno dalla Reggia di Venaria a Villa della Regina. Noi, intanto, vi facciamo vedere i Giardini Reali in anteprima grazie alla nostra fotogallery…

Claudia Giraud

www.museireali.beniculturali.it

 

 

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  • renoir

    addirittura dal 1997.. mi sembra un dato discutibile, ricordo perfettamente di esserci stato nei primi anni 2000; comunque anche 10 o 12 anni sarebbero troppi, soprattutto se si pensa che tutto è rimasto fermo per una decina d’anni (in fondo non si parla certo di Versailles, l’area è piuttosto limitata).
    ci si andava spesso, ci giocavano i bambini, questo iato è stato un trauma per la città; altro trauma – curioso che l’articolo non ne parli – sarà l’obbligo di pagare 2 euri per accedere, pare fra tre mesi: una misura scandalosa se applicata a tutti indistintamente, equiparando i torinesi ai turisti.
    la differenza è sostanziale: i primi pagano molte gravose tasse comunali (hanno quindi pagato loro i lavori di restauro), perché Torino credo sia la città italiana col prelievo fiscale più alto; i secondi no, verrebbero a farsi un giro una tantum, quindi spero che il buon senso prevalga, perché van bene i turisti, ma la città appartiene in primo luogo a chi ci vive, e paga le tasse.

    • Claudia Giraud

      I Giardini Reali sono divisi in tre parti e proprio una di queste parti, quella più prospiciente il palazzo reale e la cappella del guarini, era stata sacrificata per permettere il lavoro del cantiere dopo l’incendio. Per quanto riguarda il pagamento, per questi primi dieci giorni di apertura l’ingresso sarà gratuito, poi da giugno si pagheranno 2 euro.

      • renoir

        Certamente, da giugno, proprio così, magari dal giorno successivo al ballottaggio delle elezioni comunali. Dall’inizio dell’anno a Torino si assiste a un’impressionante ‘offensiva’ di lavori che aspettavano di essere fatti da anni: rifacimento manto stradale di strade dissestate, sostituzione di panchine vandalizzate e quindi inutilizzate dai cittadini, fino alla spettacolare riapertura dei Giardini Reali, attesa, scandalosamente, da una vita. Insomma, Fassino non bada a spese, pur di essere rieletto, poi basterà aumentare l’addizionale comunale, e qualche altra tassa, e oplà, il gioco è fatto, si recupereranno le spese. Tanto i torinesi di sicuro non batteranno ciglio, essendo, antropologicamente, da sempre disponibili a sopportare tutto senza mai ribellarsi.