Lo Strillone: Maxxi irrisolto e incompiuto ma costosissimo sul Corriere della Sera. E poi iI Papa su Instagram, investire in cultura per crescere

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MAXXI - foto Bernard Touillion - Courtesy Fondazione MAXXI

MAXXI – foto Bernard Touillion – Courtesy Fondazione MAXXI

Siamo dinanzi a un’autentica anomalia italiana, su cui occorre riflettere. Si tratta di una struttura che appare ancora irrisolta e incompiuta”. La struttura in oggetto è il Maxxi: e chi ne rileva l’”anomalia” è Vincenzo Trione, che sulle pagine del Corriere della Sera distilla una breve ma forte analisi sul ruolo del Museo Nazionale e sulle energie che assorbe. “Come è stato documentato dall’economista Alessandro Monti in un pamphlet (Il Maxxi a raggi X, edito da Johan&Levi), ha costi di gestione molto elevati; un personale gonfiato rispetto a qualsiasi analoga istituzione museale europea; spazi espositivi più scenografici che funzionati. Non ha ancora assunto un ruolo centrale nel panorama internazionale”. Il tasto più dolente, a detta di Trione? “Il Maxxi assorbe il 50% dei fondi del Piano per l’arte contemporanea approntato dal Mibact. Evidenti le conseguenze: la drammatica riduzione del sostegno riservato ad altre sedi museali d’arte contemporanea. Le ragioni di questo trattamento sono riconducibili al sistema di potere consociativo romano di cui il Maxxi e clamorosa (e inquietante) espressione”.

Social network update: iI Papa debutta su Instagram. Lo scrive La Repubblica, che informa che “su Instagram è Franciscus e a poche ore dal lancio l’account ha già raccolto 400.000 followers: continua a salire il gradimento degli internauti per un papa Francesco sempre più social. Dopo Twitter, dove ha ben 26 milioni di persone che lo seguono, Papa Bergoglio ieri ha messo la foto profilo d’esordio su Instagram: l’immagine lo ritrae mentre è in preghiera, e il primo post recita: ‘Voglio camminare con voi sulla via della misericordia e della tenerezza di Dio’”. Investire in cultura per crescere: parole spesso udite in bocca a diversi politici, seguite da azioni più o meno concrete. Ora pronunciate – come riporta Il Sole 24 Ore – dal presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato: “l’educazione all’arte e alla cultura rappresentano il vero vantaggio competitivo sul quale l’Italia può costruire un percorso di crescita non solo dell’occupazione e del Pil, ma anche della convivenza civile”.

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  • renoir

    se si pubblicassero dati precisi sui contributi dati al Maxxi e quelli (non) dati, ad esempio, al Museo del Castello di Rivoli, la forbice è tale che si scandalizzerebbero anche i sassi, non soltanto Trione – ammesso che lui lo sia davvero, ciò di cui non sono così sicuro.
    ma il Maxxi è statale, il Castello di Rivoli no, e ha costi di manutenzione enormi, che dovrebbero – secondo me – essere coperti dallo Stato.
    invece no, e così tira avanti con estrema fatica (diciamolo, si trascina), mentre nell’altro museo gozzovigliano (con i nostri soldi).
    poi, che gli spazi espositivi del Maxxi siano “più scenografici che funzionali” [eufemismo veramente edulcorato] se ne accorse chiunque, all’inaugurazione, fosse dotato di occhi e un minimo di buon senso, parlarne ora è veramente troppo tardi, lo scandalo sarebbe dovuto esplodere allora.
    ma fu assai scaltro chi decise di scegliere per l’evento la coreografa Sasha Waitz: effettivamente, per la danza gli spazi erano (sono) perfetti, per la danza..