La nuova stazione di Santiago Calatrava al World Trade Center di New York. Le immagini del Transportation Hub

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Il World Trade Center Transportation Hub di Santiago Calatrava, a New York

Ci ha da tempo abituato ad architetture zoomorfe, Santiago Calatrava (Valencia, 1951): grandi esoscheletri bianchi, simili a carcasse di dinosauro, sparsi per il pianeta. Uno stile inconfondibile il suo, che nasce dalla sintesi formale tra arte, architettura ed ingegneria. Ultimo, ma solo in termini temporali, l’immenso transportation hub appena inaugurato a New York, in quel lotto di terreno – oggi sinonimo di grande volontà di rinascita – ferito a morte l’11 settembre 2001. Una cattedrale dello spazio pubblico, importante come fu per la città e per le infrastrutture la Grand Central Station, aperta nel 1913: un nuovo polo, con connection ipogee labirintiche, capace di smistare un flusso pari ad oltre 50mila persone/giorno, in viaggio tra la Grande Mela ed il New Jersey.
Interamente finanziato dall’Autorità Portuale che per completarlo ha speso 4 miliardi di dollari (rispetto ai 2.2 previsti inizialmente) l’hub, anche rinominato Oculus, si presenta come un grande oggetto scultoreo dalla struttura simile a costole e pareti d’acciaio scanalate alte 160 piedi che convergono verso un nastro di vetro che illumina l’immensa hall. Una morfologia che molto rievoca la sua Lyon-Satolas Airport Railway Station o il più recente Milwaukee Art Museum, in un omaggio al Terminal JFK di Eero Saarineen. Un progetto ambizioso, a tratti incoerente: per le sue nervature ispessite che tolgono parte della leggerezza, per i varchi di entrata dalla strada che creano inefficaci compressioni spaziali e per il costo, davvero troppo esoso. Noi ne vediamo qualche immagine nella fotogallery…

– Giulia Mura

 

 

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  • Kerb52

    Che dire incomincia a stancare…quest’ultima costruzione è la stazione di Reggio Emilia al l’ennesima potenza….x fortuna gli bocciarono l’apertura delle ali x seguire la luce