“File di 2 ore per entrare al Colosseo, che succederà a pasqua?”. Ma il soprintendente Prosperetti chiarisce: “Un caso, stavamo installando i nuovi metal detector”

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Code per l'ingresso al Colosseo (foto AGTAR)

Code per l’ingresso al Colosseo (foto AGTAR)

Che il Colosseo sia al centro delle attenzioni di tutti è abbastanza normale, data la straordinarietà del sito e del contesto che lo ospita. Ma da un po’ di tempo l’Anfiteatro Flavio pare essere stato eletto a cartina di tornasole della gestione del patrimonio culturale: continuamente, forse ossessivamente monitorato, vuoi per i gladiatori abusivi, vuoi per i turisti Indiana Jones che sgraffignano pezzi di pietra, vuoi per l’invasione dei topi (che poi si scopre essere un problema di tutta Roma, e non semplice da risolvere). Ora tocca all’AGTAR – l’Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma – lanciare l’ultima denuncia: “File di 1-2 ore per entrare al Colosseo e prenotazioni inutili, si preannuncia una Pasqua difficile per i turisti”.
Cosa è successo? “I turisti vengono invitati a comprare il biglietto on-line con la frase ‘acquista il biglietto e salta la fila’, ma dopo avere pagato in anticipo 2 euro in più rispetto al biglietto normale trovano la sorpresa delle attese esterne”, raccontano le guide. Che poi argomentano le preoccupazioni: “le agenzie saranno costrette a togliere il Colosseo dai loro itinerari. Una perdita di introiti per tutti quelli che lavorano nel settore, gestori compresi, ma soprattutto un fallimento di immagine per una città votata al turismo“. Ma a stretto giro di comunicati arriva la spiegazione del soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Francesco Prosperetti: “le file eccezionali sono state un evento isolato dovuto alla concomitanza con il completamento dell’installazione dei meccanismi elettronici dei metal detector e il controllo radiogeno delle borse“, dichiara alle agenzie. “Ora tutto è tornato alla normalità o quasi“.

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