Emma Lavigne curerà la Biennale di Lione del 2017. Dirige a Metz il Centre Pompidou: che raddoppia, dopo aver piazzato Christine Macel alla Biennale di Venezia

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Emma Lavigne © Manuel Braun

Emma Lavigne © Manuel Braun

Che succede (di buono) al Centre Pompidou? D’accordo, il Musée national d’art moderne di Parigi è da sempre uno dei centri nodali della contemporaneità, con un prestigio – adeguatamente e giustamente sostenuto da appropriati contributi pubblici – che si estende ben al di là dei confini nazionali: ma come commentare il fatto che ora fornisce i curatori (anzi, le curatrici) a due delle più importanti biennali a livello non solo europeo, ma mondiale? Già, perché di Christine Macel – che del Beaubourg è Curatore capo dal 2000 – scelta per dirigere la Biennale di Venezia, si sapeva già da qualche mese; ma ora arriva la notizia che Emma Lavigne, direttrice del Centre Pompidou di Metz, è stata invitata dal direttore artistico Thierry Raspail a curare il secondo episodio della Biennale di Lione 2017, che ruoterà attorno alla parola chiave Moderne.
Venezia-Lione, tutto griffato Pompidou. E tutto al femminile. Storica dell’arte, esperienze presso il Consiglio internazionale dei musei (ICOM), la Lavigne nel 2000 è diventata curatrice alla Cité de la Musique di Parigi, dove ha istituito un programma cross-disciplinare e curato numerose mostre dedicate alle connessioni tra musica, suono e arte contemporanea. Nel 2008 è arrivata al Centre Pompidou come curatore per l’arte contemporanea, continuando a specializzarsi sul rapporto tra arti visive, musica, danza e performance. Nel 2014 la quarantottenne ha assunto l’incarico di direttore del Centre Pompidou-Metz, dove ha curato, tra le altre, mostre dedicate a Warhol e Kimsooja; è stata curatrice del padiglione francese alla Biennale di Venezia del 2015, con il progetto di Céleste Boursier-Mougenot.

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  • Non so non. Conosco devo verificare poi mi esprimerò