È a Torino l’unico Polo in Italia per le Arti Irregolari, dopo la chiusura del MAI di Cremona. Fra Opera Barolo e InGenio Arte Contemporanea mostre e convegni

Print pagePDF pageEmail page

Opera Barolo, Torino (foto Francesco Mori)

Opera Barolo, Torino (foto Francesco Mori)

Dopo la chiusura, a soli 18 mesi dall’inaugurazione, dell’unico museo italiano dedicato all’arte irregolare – il MAI di Sospiro-Cremona, di cui avevamo parlato in una nostra intervista all’ideatrice, la storica dell’arte Bianca Tosatti – c’è un’altra città a raccoglierne l’eredità. A Torino esiste, infatti, da un anno un Centro per le Arti Irregolari, nato da una decennale rete di iniziative che intendono l’arte come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare sociale. Questa serie di esperienze fanno capo al progetto Singolare Plurale, una collaborazione fra la Città di Torino, Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Servizio Disabili e l’Opera Barolo, che ne è la sede fisica. Qui nelle stanze affrescate dal Legnanino, al piano terra dell’omonimo palazzo barocco, si svolgono abitualmente mostre e convegni di arte irregolare, gestite dall’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali, in collaborazione con il Centro Ingegno di via San Maurizio, bottega, atelier e spazio espositivo della Città. Si è creato così un Polo culturale, per dare voce alle marginalità attraverso la produzione di senso e di bellezza, consentendo al pubblico di conoscere mondi ancora inesplorati.

DECINE DI REALTÀ, UN COMITATO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE
Si tratta di un lavoro corale, che coinvolge decine di realtà operanti nel settore, con un comitato scientifico internazionale autorevole, a cui collabora anche Bianca Tosatti, massima esperta in tema. La progettualità di Singolare Plurale è in piena attività tanto che, dopo aver inaugurato lo scorso 4 marzo una mostra sulla violenza verso le donne (visitabile fino al 28 marzo) dal titolo Abusi. Testimonianze da una comunità terapeutica nella doppia sede di Opera Barolo e InGenio Arte Contemporanea, ha in agenda per l’8 marzo un convegno internazionale sul tema, e una fitta programmazione espositiva fino a luglio. Si comincia in aprile con una mostra sull’autismo – I fantasmi dello spettro -, a cura di Sara Boggio, una performance su strada ispirata agli Optimism Filters di Corrie Baldauf (Detroit, Usa) e una pittura murale in cortile a cura di Pietro Campagnoli; si prosegue a maggio con un progetto congiunto, a cura di Mauro Biffaro, di opere di grafica e pittura dall’atelier del Centro Diurno della Circoscrizione 5 di Via Pianezza e scenografie storiche realizzate con l’artista Luigi Nervo; poi a giugno con una retrospettiva, a cura di Roberto Mastroianni, dedicata all’artista giapponese Hiroaki Asahara, mancato lo scorso anno; infine a luglio, con un’installazione interattiva di poesia e parole realizzata da un gruppo di studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, allievi dell’artista Ennio Bertrand, docente di Sistemi Interattivi.

Claudia Giraud

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community