Dubai Art Week. Ecco cosa vedere oltre la fiera

L’appuntamento di questa settimana per l’artworld è a Dubai. Con la fiera – come al solito – a fare da traino per una marea di eventi. Siamo andati nel Golfo a vedere com’è l’atmosfera.

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Art Dubai 2015 Contemporary Gallery, 2015, courtesy Art Dubai

Art Dubai 2015 Contemporary Gallery, 2015, courtesy Art Dubai

UNA CITTÀ IN CERCA D’IDENTITÀ
Dubai in questi giorni è elettrica, quasi magica. Scriviamo da una città che viene spesso tacciata di essere senz’anima. Da chi non vive qui, per lo più. In realtà a Dubai tutto è in fieri. Non solo per quanto riguarda l’edilizia e gli innumerevoli grattacieli, quartieri e intere aree in costruzione: a Dubai si sta costruendo un’identità nazionale, si stanno ponendo le basi per quello che sarà il patrimonio artistico e culturale della città. Un processo da noi durato dei secoli e che qui sembra andare così veloce.
Abbiamo partecipato all’apertura di Art Dubai con Michela Cieli, direttrice strategica di D3 design, il nuovo quartiere voluto e finanziato dal governo, studiato e costruito per diventare il centro di riferimento del design locale. Tre anni fa esisteva solo sulla carta. Oggi è un imponente complesso in vetro e acciaio che si staglia nel deserto, proprio alle porte della città, e che a pochi mesi dall’apertura è già stato sede di alcuni fra più significativi eventi culturali cittadini e ad oggi ospita gli uffici dei più grossi marchi della moda e del design internazionale, nonché una serie di gallerie indipendenti di artisti e designer locali e stranieri.

The Abraaj Group Art Prize Wall, 2016, courtesy The Studio

The Abraaj Group Art Prize Wall, 2016, courtesy The Studio

DESIGN A DUBAI
È proprio D3 a essere fra i maggiori sostenitori di Art Dubai e dell’intera settimana dell’arte, cominciata ufficialmente lunedì con l’apertura al pubblico di Design Days, la fiera affiliata ad Art Dubai, dedicata al design da collezione.
Allestita fino a venerdì 18 marzo in un tendone provvisorio a fianco del celebre Burj Khalifa, di cui assorbe l’incredibile potere scenografico, Design Days alla sua quinta edizione e ospita quest’anno designer e gallerie del Golfo insieme a importanti presenze internazionali.
Il focus è sull’oggetto da collezione, la selezione non è vasta ma accurata e spazia dalla funzionalità al lusso: dall’ingegnosa Swaddle Chair che abbraccia e coccola chi vi si siede dentro, progettata dallo studio di design libanese Fadi Sarieddine, ai divertenti sgabelli in legno e metallo, “conversational pieces”, come li definisce il fondatore dello studio di design pakistano Coalesce, fino al prezioso paravento disegnato da Analogia Project e portato dalla Milanese Camp Design Gallery, alle raffinate creazioni dell’acclamatissimo designer olandese Marcel Wanders.

Hamdan International Photography Award, 2013, Art Dubai

Hamdan International Photography Award, 2013, Art Dubai

LA MAIN FAIR
Art Dubai ha inaugurato – come è d’uso in città, prima al solo pubblico femminile – nell’incantevole Madinat Jumeirah. Sono presenti più di 90 gallerie provenienti da 40 Paesi diversi, distribuite in tre sezioni, di cui due dedicate all’arte contemporanea e una all’arte moderna. La presenza italiana inizia sin dal comitato di selezione della parte contemporanea, con Lorenzo Fiaschi di Galleria Continua, che partecipa alla fiera insieme a Marie-Laure Fleisch di Roma e a Franco Noero di Torino.
Svariati i progetti e programmi correlati. Marker, il programma che ogni anno Art Dubai dedica alle nuove scoperte e si focalizza su una regione geografica in particolare, quest’anno si dedica agli spazi artistici indipendenti di Manila, presentando una collettiva di venti artisti filippini per la prima volta esposti in una fiera di respiro internazionale.
Di grande interesse anche il suggestivo Wedding Project presentato in collaborazione con la Delfina Foundation di Londra: un progetto esperienziale che ricrea le dinamiche di un banchetto nuziale attraverso l’offerta di undici portate che impersonificano undici concetti scelti dagli artisti e investigano la nozione stessa di cibo. Ambientato in due ampie sale all’interno della fiera, trasformate per l’occasione in giardini, ogni sera presenta performance con i visitatori che, come ospiti d’onore del banchetto, vengono immersi dagli artisti in un’atmosfera inebriante di festa.
Come ogni anno una zona è dedicata ai bambini e al programma Little Artists, patrocinato dall’ufficio culturale della Sheikha Manal, in cui workshops di creatività condotti da artisti sono offerti a bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni.
A partire da oggi 17 marzo sarà possibile presso la fiera acquistare opere del progetto RCA Secret, la divertente iniziativa lanciata dal Royal Collage of Arts di Londra, che mette in vendita a una cifra assolutamente abbordabile opere-cartolina realizzate da artisti acclamati ed emergenti. Tutte le opere hanno lo stesso prezzo e si acquista senza conoscere l’identità dell’artista. Quest’ultima rimarrà celata fino a quando, una volta conclusasi la vendita gemella di Londra, sarà rivelata online la prossima settimana.

Masood Kamandy, The System at War With Itself Artis, 2013, Courtesy of The Artist and East Win

Masood Kamandy, The System at War With Itself Artis, 2013, Courtesy of The Artist and East Win

LE MOSTRE FRA ALSERKAL AVENUE E DIFC
In città, le gallerie più importanti hanno inaugurato nuove mostre durante l’ormai seguitissima art night, che si tiene nei due hub dell’arte più celebri, Alserkal Avenue e DIFC.
La prima – un compound di futuristici edifici costruiti alla guisa di container nella zona industriale di Al Quoz – ha appena festeggiato l’espansione con l’apertura di una decina di nuovi spazi fra gallerie e concept store. Da segnalare, fra le veterane e le nuove arrivate, la raffinata mostra presentata da Lawrie Shabibi Gallery, But still tomorrow builds into my face; Third Line ospita una godibilissimo Hassan Hajjaj, astro della Pop Art marocchina che per l’occasione, oltre ai suo celebri ritratti, mette insieme un divertente suk in cui vende merce ispirata al suo ultimo lavoro La Salle de gym des Femmes Arabes; c’è la neonata Custot Gallery, che per la prima volta porta a Dubai nomi grossi della scena artistica internazionale come Marc Quinn e Frank Stella; Leila Heller Gallery che, nel suo futuristico spazio, ospita un’installazione di Michelangelo Pistoletto in collaborazione con Galleria Continua. All’interno del medesimo distretto, vi segnaliamo alcuni concept store come The Cartel, The Odd Piece e il gettonatissimo Wild Moon, per chi fosse interessato a salutari snack a base esclusivamente vegetale.
A DIFC, cuore della vita finanziaria di Dubai, fra uffici e ristoranti di lusso, anche le gallerie “storiche” hanno inaugurato lunedì sera. Di particolare interesse la collettiva di Cuadro Gallery, che presenta I lavori della libanese Camille Zakharia, del saudita Manal al Dowayan e dell’azero Faig Ahmed (in mostra anche al Macro di Roma fino al 29 marzo) che, nel creare i suoi scenografici tappeti, a metà strada fra sculture e quadri, combina magistralmente l’estetica dell’artista contemporaneo con la tradizione artigianale del suo Paese d’origine.

Al Fahidi, Dubai

Al Fahidi, Dubai

LE MOSTRE FRA FRA DESIGN DISTRICT E AL FAHIDI
Al Design District è invece la fotografia a essere protagonista indiscussa. A partire dall’enciclopedica mostra organizzata dall’HIPA – Hamdan International Photography Award e patrocinata dal WPO, che include oltre 700 immagini scattate da 129 fotografi provenienti da 40 Paesi. La rassegna spazia fra diverse epoche temporali e luoghi geografici, mettendo in scena una vera e propria storia della fotografia mondiale. Parte delle immagini sono state ottenute in prestito da musei e istituzioni mondiali, mentre altre appartengono alla collezione privata della famiglia reale e offrono uno spaccato interessante sulla vita nomade della fine del secolo scorso. In parallelo, il Dubai Photo Forum propone una serie di incontri con esperti del settore e un concorso che mette a disposizione di fotografi emergenti premi fino a un milione di Dirham. Sempre al Design District, da segnalare la mostra Heat di Mario Testino, nata dalla collaborazione tra il fotografo e la casa di moda Ginza, allestita in una pop up gallery.
Se invece si preferisce un’atmosfera più informale, nel quartiere storico di Al Fahidi – che si affaccia sul suggestivo porto vecchio di Dubai, il Creek, circondato da mercati di stoffe e spezie – c’è il Sikka Art Festival, che coinvolge esclusivamente artisti residenti negli Emirati Arabi. Un appuntamento colorato e giovane, distante concettualmente e geograficamente dalle fiere istituzionali (si trova all’altro capo della città rispetto ad Art Dubai) ma che completa perfettamente il ricco programma culturale offerto dalla settimana dell’arte.

Benedetta Leone

LA GUIDA UFFICIALE
www.artweek.ae

FIERE E FESTIVAL
www.artdubai.ae
www.designdaysdubai.ae
www.dubaiculture.gov.ae

MOSTRE
www.lawrieshabibi.com
www.thethirdline.com
www.custotgallerydubai.ae
www.leilahellergallery.com
www.cuadroart.com
www.hipa.ae
dubaiphotoexhibition.ae
depurydepury.com/event/mario-testino/

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