Blu cancella Blu, a Bologna. Il dibattito si infiamma: sacrosanta autodeterminazione? Ingiustificata discrezionalità? Ecco lo storify

Print pagePDF pageEmail page

La rimozione dei murales di Blu a Bologna

La rimozione dei murales di Blu a Bologna

È uno dei nervi scoperti nelle dinamiche creative contemporanee, e la vicenda di questi giorni non fa che confermarlo: fino a che punto l’artista mantiene la “proprietà” – intellettuale, morale, in questo caso – della sua opera? L’arte pubblica diventa patrimonio collettivo, o rimane nella disponibilità di chi l’ha creata? È lecito che l’artista la difenda da quelle che lui reputa minacce, anche se questo significa distruggerla? Sull’azione di Blu, che a Bologna ha cancellato tutti i suoi murales, tutti hanno voluto dire la loro, con toni quasi sempre esasperati, sintomo di una vicenda ancora aperta. Noi abbiamo raccolto una serie di interventi in questo storify…

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • Whitehouse Blog

    Bha, in alcuni casi molto meglio il muro grigio, ciò non toglie che Blu offra buone soluzioni di decoro urbano, peccato che siano di una retorica talmente logora da essere funzionale ai problemi che vorrebbe risolvere. Ecco il mio punto di vista: http://www.huffingtonpost.it/luca-rossi/nel-blu-dipinto-da-blu_b_9453866.html

    • Arsen Ale

      D’accordissimo sul fatto che non di rado i murales sono carta da parati per la città. Si voglia o no, in una società liberticida come quella in cui viviamo vale più una tag qualsiasi di un mega murale pubblicamente pagato e dal messaggio debole e come tale dalla censura del sistema approvato.

      Ma qui è comunque importante evitare che venga messa in campo questa ulteriore macchina da guerra, che si conceda anche questo campo…Una volta a regime, a posizione conquistata dall’establishment, l’ennesima, la tecnica sarà pronta per essere applicata in qualunque altra occasione, a qualunque altra opera, di qualunque altro artista e per qualunque altro reale motivo.

      Una vera e propria macchina da guerra sarà pronta e rodata per essere usata in qualunque altro momento, con il vero, unico scopo finale, poi, di ribadire soprattutto chi è che comanda e farlo con la massima forza, usando cioè l’arroganza, affinchè ad alcuno venga mai in mente di opporsi alla forza dell’evidenza. Le evidenze si cambiano con le idee innanzitutto, che già sono mosche bianche nell’arte prettamente decorativa che predomina nello scenario attuale. Se poi, a far data dal giorno 18 p.v., dette idee si potranno anche strappare con facilità se veicolate in luoghi pubblici su muri e costruzioni affini, onde sbeffeggiare, magari addirittura lucrandoci sopra, il writer di turno, facendolo cornuto e mazziato nel più classico modo, beh allora l’attuale triste evidenza ed il suo naturale evolversi saranno evidentemente preservati nel tempo con ancor più facilità. Questa è l’arte della guerra, che con l’arte e basta non c’entra un caz*o.

      Purtroppo, Artisti, state messi male!

      Lanciate un SOS TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, chè da soli non ce la potete fare!!!

      S.O.S.!!!

      SCRIVETELO SUI MURI!!!