A rischio il nuovo grattacielo di Norman Foster a New York. Dichiara bancarotta fraudolenta il costruttore della torre di 69 piani

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Vita dura per i costruttori di torri. Dopo il contenzioso che aveva visto in difficoltà i costruttori del grattacielo di Paddington, a Londra, disegnato da Renzo Piano, un altro progetto è in pericolo questa volta a New York. Gli architetti che oggi vedono minacciato il proprio lavoro sono Norman Foster e i suoi partner.
La torre a rischio è a Sutton Place a Midtown East, Manhattan. Si tratta di un colosso di 290 metri, pensato per essere un condominio di lusso, collocato in una zona a bassa densità residenziale, tra gli indirizzi più prestigiosi della zona.Progetto sfortunato avendo innanzitutto attirato l’opposizione dei pochi abitanti del quartiere che avrebbero richiesto in accordo alle regolamentazioni imposte dall’ex sindaco Bloomberg, una modifica sull’altezza del grattacielo. Ma non sono stati i cittadini scatenati a dare uno stop, bensì il fallimento del costruttore dietro al progetto, Bauhaus Group che lunedì ha dichiarato bancarotta fraudolenta per 147 milioni di dollari, avuti in prestito da Gamma Real Estate.

IL PROCESSO
Di conseguenza, il sito in cui avrebbe dovuto sorgere il palazzo di oltre ottanta piani (poi diventati a seguito di una modifica successiva 69), verrebbe messo all’asta. Gamma aveva inoltre già citato in giudizio Bauhaus Group per riprendere possesso del lotto e per impedire alla società di proseguire nei lavori. Ne era seguita la richiesta di un ordine restrittivo da parte dei contendenti, revocato poi dalla Corte Suprema il 23 febbraio, dando ragione a Gamma. Una storia che si complica ancora di più secondo quanto riportato dal sito specializzato in real estate, The Real Deal che scrive: “Dichiarando bancarotta fraudolenta Bauhaus è riuscita a ritardare la vendita richiesta dal creditore in giudizio. Non è chiaro se Gamma abbia già o meno richiesto la messa all’asta del sito (che varrebbe da solo 270 milioni di dollari e un miliardo ad edificio completato). Se il creditore dovesse evitare di procedere per questa strada, o se la sua mozione venisse rifiutata, l’avvio della procedura per fallimento potrebbe far guadagnare tempo a Bauhaus per rimettersi in sesto e pagare i suoi debiti sulla proprietà”. L’esito di tutte queste vicende sul progetto di Foster e partner è ancora incerto. Nel frattempo lo studio sta lavorando ad una torre di 42 piani sempre a New York a UN Plaza e ad una sottilissima torre residenziale sulla 53ma a Midtown East.

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