Il Novecento italiano in trasferta. A Londra

Mazzoleni Gallery / Dominique Lévy Gallery / Ben Brown Fine Arts, Londra – fino all’8/9/28 aprile 2016. I protagonisti delle avanguardie artistiche del secondo Novecento italiano tornano a Londra. Le tre personali di Alighiero Boetti, Enrico Castellani e Piero Manzoni, ospitate in altrettante gallerie di Mayfair, offrono spunti di riflessione sugli elementi comuni all’eccezionale trio.

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Enrico Castellani - Dominique Lévy Gallery, Londra 2016

Enrico Castellani – Dominique Lévy Gallery, Londra 2016

ITALIANI A LONDRA
Se l’Italian Sale da Christie’s dello scorso 16 ottobre ha visto i grandi nomi dell’arte italiana decollare a cifre record, segnando il totale venduto più alto di sempre per gli artisti del Novecento nostrano (mentre poche ore fa un Sacco di Burri è volato sopra i 9 milioni di sterline), tre gallerie londinesi celebrano altre personalità del secolo breve italiano: Alighiero Boetti, Enrico Castellani e Piero Manzoni.

DUE MOSTRE, DUE AMICI
Dominique Lévy ospita la prima personale intitolata a Enrico Castellani (Castelmassa, 1930) al di qua della Manica. Scandiscono il respiro della galleria opere canoniche per la ricerca dell’artista, come le Superfici Bianche, intervallate dalle più recenti Biangolare Cromato e Angolare Cromato, con le quali uno dei nomi di punta del Gruppo Zero interroga spazio e luce attraverso pigmenti argento, tele speculari e in torsione, installate agli angoli della galleria per aumentare lo spazio o annullarlo.
Curioso che, a distanza di una strada parallela, Mazzoleni proponga Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963), amico e co-fondatore, assieme a Castellani, di Azimuth, galleria e rivista milanese nate nel 1959. Una personale, curata da Gaspare Luigi Marcone, concentrata su due leitmotiv dell’opera dell’artista: gli Achrome (1957-63) e le Linee (1959-63). Delle seconde è esposto un esemplare riscoperto recentemente, oltre a una Linea di lunghezza infinita (1960), la cui dimensione, secondo le parole dell’autore, è unicamente “quella temporale”.

Alighiero Boetti - Ben Brown Fine Arts, Londra 2016

Alighiero Boetti – Ben Brown Fine Arts, Londra 2016

IL CASO BOETTI
Se Manzoni “tende a evadere dalla pittura, a favore di una sperimentazione in cui la posta in gioco fondamentale è il corpo”, ha scritto Bernard Blistène, “Castellani, al contrario, si sforza di restare all’interno della pittura, inscrivendo ostinatamente la sua pratica nella storia del quadro e delle successive metamorfosi che la modernità gli fa conoscere”.
Analogamente e diversamente dal duo di amici di Azimuth, Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) farà proprie le dichiarazioni artistiche di Manzoni e Castellani per dar vita a un proprio linguaggio. Partendo dal quadro, circumnavigando il gesto pittorico, da Ben Brown Fine Arts troviamo un’ottima mostra su una delle figure di punta dell’Arte Povera. Incentrata sugli Arazzi, ricami prodotti a partire dagli Anni Settanta, la galleria propone un insieme di sciarade speculari, ripetute e alternate fra caratteri latini e farsi, in un gioco enigmistico ed enigmatico tra forme modulari, quadrate, e palette cromatiche in contrappunto.

LARGO AI GIOVANI
Gli italiani dell’arte esposti lungo il Tamigi, specie quelli più storici, certo non mancano, consacrati da mercato e critica. Per tutti gli altri aspettiamo una fortuna collezionistica ed espositiva altrettanto appassionata nei confronti di un’arte giovane di idee e pronta, tra le sfide attuali, alla verifica del tempo.

Elio Ticca

Londra // fino all’8 aprile 2016
Piero Manzoni
a cura di Gaspare Luigi Marcone
MAZZOLENI GALLERY
27 Albemarle Street
+44 (0)20 74958805
[email protected]
www.mazzoleniart.com

Londra // fino al 9 aprile 2016
Enrico Castellani
DOMINIQUE LÉVY
22 Old Bond Street
+44 (0)203 6965910
[email protected]
www.dominique-levy.com

Londra // fino al 28 aprile 2016
Alighiero Boetti – Embroideries
BEN BROWN FINE ARTS
12 Brook’s Mews
+44 (0)20 77348888
www.benbrownfinearts.com

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  • Anselmo

    Nei musei italiani è la stessa cosa, guarda il Madre a Napoli, grande festa per Lucio Amelio e grande mostra retrospettiva per Mimmo Jodice, uno sguardo maledettamente rivolto al passato, in queste condizioni non ci sono speranze, solo desertificazione sociale e culturale.