Tra minimal e tipografia. Maurizio Osti a Bologna

LabOratorio degli Angeli, Bologna – fino al 5 febbraio 2016. Dalla ricerca minimal alla poesia visiva, dal segno tradizionale alla famiglia di caratteri digitali Folk. Maurizio Osti in mostra in un laboratorio di restauro.

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Maurizio Osti – Disegni Di-Segni - LabOratorio degli Angeli, Bologna 2016

Maurizio Osti – Disegni Di-Segni – LabOratorio degli Angeli, Bologna 2016

UNA MOSTRA SORPRENDENTE
Ogni anno la frenetica Art City White Night bolognese – andata in scena lo scorso sabato 30 gennaio, in concomitanza con ArteFiera – riserva sorprese inaspettate, custodite in luoghi ricchi di storia e lavoro quotidiano. Ne è un esempio la mostra ospitata dal LabOratorio degli Angeli, realtà consolidata e apprezzata a livello regionale e nazionale per l’esperienza maturata nel campo del restauro in oltre quarant’anni di attività, rilevata nel 2005 da Camilla Roversi Monaco.
Dopo Aldo Mondino e Piero Manai, il protagonista è Maurizio Osti (Sasso Marconi, 1944). La personale Disegni Di/Segni ripercorre alcuni dei momenti più importanti della carriera del bolognese, impegnato sia nelle arti visive sia nella grafica, oltre che autore dello storico e premiato logo dell’atelier di restauro e del marchio per il nuovo Dipartimento Arti Visive dell’Università di Bologna nel 1983.

DISEGNI COME FONDAMENTO
Nel solco di una pratica artistica che contamina la ricerca minimal e concettuale fino alla Poesia Visiva, sconfinando nella tendenza al figurativo degli ultimi anni, Maurizio Osti presenta una selezione di lavori che indagano la natura e l’identità del “segno”, un concetto ripreso nelle sue possibilità semantiche e variazioni strutturali e alla base della sua intera poetica. Come lui stesso dichiara, il disegno “è il fondamento della forma e la forma è l’espressione del pensiero che feconda l’idea poetica dell’artista”.
Partendo da un’idea di segno inteso in termini tradizionali – il disegno ispirato alla mimesi classica – nelle opere esposte all’interno dell’Oratorio dell’ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Osti compie un’azione d’interferenza e di destrutturazione dell’immagine figurativa, un gesto radicale inteso come atto di rinascita e di metamorfosi della realtà oggettuale.

Maurizio Osti, Miniatura

Maurizio Osti, Miniatura

COSTELLAZIONI IN MINIATURA
Al centro della grande sala si trova l’installazione Costellazione Miniature: trentatré miniature fotografiche che fissano la traccia di una costellazione astronomica, in un rimando al micro e al macrocosmo in cui siamo immersi. Ogni miniatura è intesa come dialogo tra l’artista e la storia dell’arte: l’immagine di uno stralcio di affresco gotico viene inondato di materia, un getto di silicone mescolato a grafite, generando un incontro meta-artistico tra due differenti linguaggi espressivi.
Costellazione Miniature è accompagnata da una selezione di lavori tra i più significativi della produzione artistica di Maurizio Osti, come Viriditas, e le serie dei Lybris e dei Polarportrait.

UNA CARRIERA VERSATILE
Docente di grafica, protagonista di numerose rassegne – tra cui l’11esima Quadriennale di Roma del 1986 e La Biennale del Disegno di Rimini del 2014 – nonché autore di molteplici libri d’artista e inventore della famiglia di caratteri digitali Folk, Osti conferma anche in questa occasione la sua anima versatile, imprimendo alla rassegna uno stile inconfondibile.

Martina Cavallarin

Bologna // fino al 5 febbraio 2016
Maurizio Osti – Disegni Di/Segni
LABORATORIO DEGLI ANGELI  
Via degli Angeli 32
051 583200
[email protected]
www.laboratoriodegliangeli.it

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