Sottrazione e addizione. Giorgio Griffa a Roma

Fondazione Giuliani, Roma – fino al 9 aprile 2016. La personale dedicata a Giorgio Griffa si presenta come un percorso cronologico, fatto di una nutrita selezione dei suoi preziosi lavori su carta. Pensati come sperimentazioni di costanti che aleggiano su tutta la sua produzione, i lavori in mostra aprono le porte al “laboratorio” dell’artista.

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Giorgio Griffa, Paper, 1989 - Courtesy l'artista e Casey Kaplan Gallery, New York

Giorgio Griffa, Paper, 1989 – Courtesy l’artista e Casey Kaplan Gallery, New York

SOTTRAZIONE SEGNICA
I primi segni, gocciolature di acquerello o tocchi di pastello, appaiono cauti, disposti quasi casualmente sul bordo della superficie come a configurarla, come a volerci mettere i piedi per la prima volta.  Le linee si stagliano sul vuoto, riflettendo attorno alla propria natura e sulla disposizione nel quadro. L’assenza di racconto riflette la nudità del segno, leggero e privo di struttura. I tocchi minimali compaiono sul supporto cartaceo intorno alla fine degli Anni Sessanta, delineando una sorta di storia parallela alla produzione di Giorgio Griffa (Torino, 1936), che si propaga nel presente. La superficie su cui l’artista ordina le sue riflessioni è ancora lo spazio della pittura, ripensato e sottratto alla geometria e alla griglia spaziale. Nei quadri di piccole dimensioni, il tratteggio assume un tono altro, esplora i confini e si ritaglia un’esistenza. Poi la linea cambia, diventa frenetica, diventa scarabocchio lento e la sequenza acquista un ritmo durevole.
Gli elementi segnici, così disposti, intensificano il gap dello spazio idealmente ripartito. E la sottrazione è evidente alla vista: Griffa sottrae i suoi tratti alla cornice, al telaio, ai perimetri.

Giorgio Griffa alla Fondazione Giuliani, Roma 2016 - photo Giorgio Benni

Giorgio Griffa alla Fondazione Giuliani, Roma 2016 – photo Giorgio Benni

ADDIZIONE PITTORICA
C’è tuttavia una materialità sottesa che si affaccia timida, soffocata dalla forza silente dei segni, quasi rarefatti. Il supporto grezzo aggiunge potere alla scansione della superficie di ogni lavoro. La riflessione si colora e il ritmo cromatico suggerisce più respiro intorno all’oggetto della pittura. I lavori recenti introducono numerazioni in un senso diverso, un’astrazione dal gusto nuovo, che reca con sé componenti costanti. Una tensione Zen, e ancora il colore che intervalla fragili e presenti alterazioni. I lavori su carta incalzano lo sguardo, scandendo il percorso espositivo.
L’artista torinese sottrae sé stesso al clima concettuale nel quale a forza si colloca, così come rifugge la nomenclatura appartenente a una realtà codificata. Griffa è da leggere in disordine.
Il risultato è una mostra pulita, senza sbavature; il ritmo proviene dall’interno dei lavori stessi, che rendono il percorso piacevole e armonico. La circolarità del lavoro di Griffa è testimoniata dai continui ritorni delle sue cifre, che si alternano in un equilibrio di sottrazione e addizione continuo.

Eleonora Milani

Roma // fino al 9 aprile 2016
Giorgio Griffa – Works on Paper
a cura di Andrea Bellini
FONDAZIONE GIULIANI
Via Gustavo Bianchi 1
06 57301091
[email protected]
www.fondazionegiuliani.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51052/giorgio-griffa-works-on-paper/

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