Madrid Updates: prime impressioni e una carrellata di immagini da Arco. Che celebra l’edizione numero 35 con una sezione speciale di big galleries

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Arco 2016, Madrid 06

La prima impressione su Arco 35 è quella di una fiera che vuole tornare grande, che scommette sulla qualità e che osa percorrere cammini insoliti, poco battuti, forse per catturare con pezzi unici collezionisti avidi di novità, o nuovi acquirenti che si lascino stupire dall’effetto del contemporaneo. Merito senza dubbio delle 33 gallerie ospiti per celebrare la trentacinquesima edizione, tutte di rinomanza internazionale, selezionate da Maria de Corral, Lorena Martínez, insieme a Catalina Lozano e Aaron Moulton, nella sezione “Immaginando altri futuri”. Ciascuna propone un dialogo stimolante fra due artisti, anche di generazioni diverse. Per esempio, interessanti gli accostamenti fra la scultura di Lara Favaretto e le bellissime Foto per una esibizione di Simon Starling da Franco Noero, unica galleria italiana presente nella sezione; le delicate opere di piccolo formato di Danh Vo e l’equilibrio delicato del tappeto di palline di cristallo nero di Mona Haatoum dalla parigina Chantal Crousel; gli ultimi grandi monocromi plastificati di Angela de la Cruz con le foto “scultoree” di Günter Brus, nello stand della viennese Kruzinger. A Madrid quest’anno tra gli stand spiccano moltissime opere di pittura, tante a tecnica mista o a collage, tante sculture, installazioni grandi e piccole, anche genere arts & crafts, per il puro gusto di creare oggetti d’arte che escano dalla dimensione bidimensionale; poca invece la fotografia e pochissima la videoarte, un genere che sembra in via di esaurimento.

PER GIORGIO PERSANO UN GRADITO RITORNO A MADRID
Tra gli artisti italiani rappresentati nella gallerie si possono vedere Massimo Bartolini, Federico Solmi, Luca Bertolo, Luca Trevisani, Franco Vaccari, Maurizio Mocchetti, Luciano Romano. Tra le curiosità più interessanti, il bellissimo video proiettato dell’orologio che cerca di muoversi di Jorge Macchi; il cumulo di meloni pietrificati di Erika Verzutti; il carrello pieno di dvd di vecchi film di Cory Arcangel, l’installazione con fiammiferi giganti di Gabriel Kuri; l’ironico tavolino del caffè dal titolo “Aspettando George Cloney” di Mauro Cerqueira, o la gigantesca “Reliquia d’artista” di Mateo Matè, grande scheletro fatto di radiografie delle diverse parti del corpo. Tra i classici imperdibili, il cavalletto gigante con cappotti appesi di Kounnelis, esposto da Giorgio Persano (un gradito ritorno a Madrid), i bellissimi Baselitz (scultura e grandi tele), Tony Cragg e Alex Katz da Taddheus Ropac, la doppia scultura di Juan Muñoz da Elvira Gonzalez, gli immancabili acrilici di Peter Zimmerman, che non rinuncia mai a formato gigante, e le figure semoventi al neon di Julian Opie, questi ultimi presenti in più stand. Da segnalare infine l’interessante progetto di Paolo Maria Deanesi, gallerista trentino, intorno all’opera del cubano Tonel, ospite nella sezione Solo Projects,dedicata quest’anno al tema dell’ironia nell’arte sudamericana.

Federica Lonati

 

 

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