L’arte è l’identità italiana? Un libro di Ludovico Pratesi

Può l’arte essere parte attiva nell’identità italiana? Può ancora esserlo? Un volume di Ludovico Pratesi invita a un’immersione completa e intrigante nella storia dell’arte italiana. E nella sua evoluzione culturale, storica e antropologica.

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Ludovico Pratesi – Arte come identità. Una questione italiana - Castelvecchi

Ludovico Pratesi – Arte come identità. Una questione italiana – Castelvecchi

UN FIL ROUGE INTERROTTO
Può l’arte essere parte attiva nell’identità italiana? Può definire l’immagine di un Paese tramite i suoi monumenti e i manufatti artistici? A queste domande prova a rispondere il volume scritto da Ludovico Pratesi, critico d’arte e curatore, con la collaborazione di due giovani studiosi, Simone Ciglia e Chiara Pirozzi: Arte come identità. Una questione italiana.
Un viaggio di 142 pagine, un’immersione completa e intrigante nella storia dell’arte italiana, nella sua evoluzione culturale, storica e antropologica. Un lavoro critico corredato da importante esempi, spaziando dal Medioevo sino alla Transavanguardia. La tesi attorno a cui si snoda il volume è che l’Italia si è sempre identificata con la sua arte, elemento imprescindibile per la sua evoluzione, in una continua ricerca del bello: un fil rouge solido, ricco di sfumature, tristemente interrottosi negli ultimi anni.

ARTE E SOCIETÀ CIVILE
Sin dal Medioevo, repubbliche, comuni, signorie, principati, regni, imperi e classi dirigenti hanno posto l’arte alla guida per la costituzione di una società civile e la costruzione di un’identità politica condivisa caratterizzante il nostro Paese. Tutto ciò avvenne per chiare motivazioni politiche che, nel tempo, hanno portato alla costruzione di città satellite: un esempio per tutte è rappresentato dal quartiere dell’Eur, volto moderno e avveniristico del Paese realizzato in occasione dell’Esposizione Universale del 1942. Una città che doveva apparire potente e ordinata come fu ai tempi dell’imperatore Augusto, esempio per il rango imperiale dell’Italia.
Con lo scoppio della Grande Guerra, le tensioni attraversano l’Europa. Sconvolgimenti a cui non rimane estranea nemmeno l’arte, che recupera la tradizione dei temi e delle forme dopo la rottura causata dall’avanguardia di inizio secolo: un nuovo linguaggio artistico che aiuti a superare il dramma della guerra, un richiamo alla tradizione che diviene punto cardinale nell’arte, un bisogno di italianità dalle sfumature politiche.

Il colonnato di San Pietro a Roma, opera di Gian Lorenzo Bernini

Il colonnato di San Pietro a Roma, opera di Gian Lorenzo Bernini

LA POLITICA DELL’ARTE E NELL’ARTE
Innumerevoli sono gli esempi di committenza come rappresentazione pubblica della politica: gli affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti a Siena con il ciclo del Buono e del Cattivo Governo; il David di Michelangelo, uomo giusto, animato da valori come coraggio e fede, in grado di sconfiggere il male, scultura simbolo della Repubblica; il colonnato di San Pietro a Roma, opera di Gian Lorenzo Bernini, nato per “abbracciare” il mondo; l’Altare della Patria a Roma, ispirato agli altari ellenistici, sorto per celebrare, attraverso il suo ricco apparato iconografico, l’unità della nazione.
Tanti esempi che possono far pensare che tutto ciò riguardi il passato ma che invece interessa il presente, come il caso di Gibellina, città siciliana distrutta e rifondata ex novo dopo il terremoto del Belice, impreziosita da opere pubbliche di grandi maestri moderni, come Mario Schifano o Arnaldo Pomodoro.

L'Altare della Patria a Roma

L’Altare della Patria a Roma

UN BENE COSTITUZIONALE
Perché questa continuità si è arrestata? L’Italia dovrà rinunciare alla costruzione di una propria identità basata sull’arte?
Nel XX secolo il cordone che legava l’arte al territorio italiano si è spezzato e dal secondo dopoguerra il nostro Paese ha smesso di credere nell’arte come veicolo di identità. Stiamo probabilmente entrando in un altro momento dell’arte in cui si perdono i colori dell’identità, in cui si mescolano le disuguaglianze creando un’identità più grande che superi i confini. Nella storia dell’arte gli scambi sono stati sempre più numerosi che in altri ambiti, favorendo la creazione di un ricco patrimonio.
La Costituzione Italiana indica, in uno dei suoi punti, la promozione e la tutela del patrimonio artistico (art. 9). Forse potremmo iniziare da questo concetto, considerando l’arte come una massa gravitazionale attorno a cui ruota tutto, il fattore che può essere alla base di uno Stato grazie alla sua forza attrattiva.

Ilenia Maria Melis

Ludovico Pratesi – Arte come identità. Una questione italiana
Castelvecchi, Roma 2015
Pagg. 138, € 16,50
ISBN 9788868262235
www.castelvecchieditore.com

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