Le pareti del Tempio egiziano di Dendur tornano ai colori originali di 2000 anni fa. Grazie ad un video mapping sperimentale al Metropolitan

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Color The Temple (copyright Metropolitan Museum of Art)

Color The Temple (copyright Metropolitan Museum of Art)

Al Metropolitan Museum hanno pensato bene di far fruttare la lezione del video mapping, ricolorando le pareti del Tempio di Dendur, nel Dipartimento di Arte Egiziana. Secondo quanto riportato dall’Observer, il Met’s Media Lab ha iniziato a progettare Color The Temple, un’installazione luminosa studiata ad hoc, così da mostrare come si presentavano all’epoca i disegni intagliati nel muro, senza alterarne realmente la superficie. Il Tempio risale al 15 a.C.: all’epoca l’arte egizia era influenzata da quella romana e i colori della tavolozza cominciavano a diventare più variegati. Purtroppo ad oggi, date le condizioni climatiche del deserto, sono pochissimi i casi in cui i colori dell’epoca sono rimasti integri.
È comunque a quegli esempi circoscritti, come il capitello del Tempio di Amon e Ibis, sempre nelle sale del Metropolitan, che gli studiosi si sono ispirati per la raccolta dei dati utile alla ricostruzione e tinteggiatura virtuale delle mura di Dendur. L’esperimento, per adesso, è stato applicato ad una sola scena, raffigurante l’imperatore Augusto nelle vesti di Faraone che fa un’offerta agli dei Horus e Hathor. Pare che questo particolare fosse molto ben conservato e si trovasse nella posizione più adatta alla migliore resa della proiezione. Il Met ha in programma di espandere questo progetto ad altri disegni e, anzi, la curatrice del settore egizio, Marsha Hill, spera che in futuro si potrà coprire con la stessa modalità il tempio nella sua interezza.

Federica Polidoro

 

 

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