La prima olandese di Ugo Rondinone. Ecco le foto dei 45 pagliacci che occupano lo spazio più prestigioso al Museo Boijmans di Rotterdam

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Ugo Rondinone, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Ugo Rondinone, Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Non ride, il pagliaccio di Ruggero Leoncavallo nella sua omonima opera lirica, a dispetto di quello che Canio canta a se stesso mentre si “infarina” la faccia. Possiamo forse aspettarci qualcosa di diverso dai personaggi di Ugo Rondinone? Se il suo non è un clown tragico – non in senso melodrammatico, almeno -, l’artista svizzero lo stesso porta al Museo Boijmans Van Beuningen una figura anormale per definizione, che tanti artisti hanno eletto a proprio alter ego a partire dall’Ottocento. Le 45 sculture a grandezza umana variamente atteggiate sono il vero punto forte – nonché la parte inedita – della prima monografica olandese di Ugo Rondinone, che a Rotterdam espone il proprio Vocabulary of Solitude: mangiano o annusano, dormono o camminano, a volte semplicemente respirano o sono; ciascun clown è colto in un atto specifico – cui si rifa il titolo dell’opera – e rappresenta un momento di una giornata-tipo in solitaria, scandita da azioni (anche le meno nobili) che chiunque si trova a compiere in 24 ore. E proprio la maschera – e la divisa d’ordinanza – del clown servono Rondinone da alibi, per nascondere la specificità iperrealista di ogni volto raffigurato. Fattezze femminili o maschili, caucasiche o asiatiche vengono “livellate” da un colpo di biacca, permettendo l’emersione non solo della figura “diversa” del pagliaccio, in tutta la sua rutilante casistica di gorgiere e calzettoni fluorescenti, ma soprattutto l’azzeramento delle differenze interpersonali, in nome di un’esistenza minimalista (ma nient’affatto minimizzata).

TREMILA DISEGNI DI ARCOBALENI
Ad accompagnare i clown, ma soprattutto gli spettatori che al Boijmans si ritrovano invitati a un enactment collettivo dell’ABC della vita quotidiana, una serie di lavori di Rondinone ispirati allo spettro luminoso dell’arcobaleno. Scarpe gigantesche appese per i lacci al muro, candele e quadranti di orologi, mandala semicircolari e un’allegra – questa per davvero – opera collettiva, che introduce al grande spazio delle Bodon Galleries: circa tremila disegni di arcobaleni sono giunte in risposta a un appello videoregistrato di Rondinone e trasmesso sulle reti locali, cui i bambini di Rotterdam e dintorni hanno reagito inviando le proprie raffigurazioni. Ora appese una di seguito all’altra, a occupare un muro alto 4 metri e lungo 30. Per ringraziarli della collaborazione il Museo ha organizzato oggi un opening pomeridiano, riservato esclusivamente ai più piccoli co-creatori dell’opera in mostra.

– Caterina Porcellini

www.boijmans.nl/ugo

 

 

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  • Valentina

    Inquietante…