Italiani in trasferta. Approda al Lincoln Center for Performing Arts di New York Snags in Palladio: la videoperformance di Michele Manzini. Tra danza e scrittura

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Michele Manzini - Simmetrie

Michele Manzini – Simmetrie

Ne ha fatta di strada Snags in Palladio, la videoperformance dell’artista veronese Michele Manzini che, dopo il suo esordio alla Triennale di Milano nel febbraio del 2015, è stata proiettata nelle rassegne di mezzo mondo: Giappone, Stati Uniti, Polonia, Portogallo, Messico e, a Gennaio 2016, allo ScreenDance di Miami, un festival che promuove danza e arti performative. Prossime tappe già in calendario saranno Tokyo e l’Islanda, ma intanto è giunto il momento del Lincoln Center for Performing Arts di New York, nell’ambito della rassegna internazionale Dance on Camera (fino al 16 febbraio), organizzata dalla Dance Films Association e dalla Film Society of Lincoln Center. Qui, all’interno di questo festival che è uno dei più importanti al mondo per quanto riguarda il rapporto tra danza, arti performative e video, Snags in Palladio troverà il suo habitat naturale, grazie alla sua identità multidisciplinare.

PERFORMANCE LIVE NELLA PALLADIANA VILLA POJANA
Architettura, videoarte, musica, scrittura, fotografia e danza convivono, infatti, armoniosamente in questa performance live realizzata nel 2014 nella Villa Palladiana Pojana e tradotta successivamente in un video, suddiviso in cinque quadri: Simmetrie indaga il concetto contraddittorio di Bellezza; Spazi domestici propone una conoscenza inscindibile dal corpo; Allegorie esplora il concetto della maschera e della finzione; Soglie analizza la differenza tra limite e soglia; ed in fine il quinto, Misurazioni, si costruisce sulle contraddizioni tra ragione e ciò che nella conoscenza del mondo è invece oscuro e molteplice. Snags in Palladio nasce da un complesso lavoro di ricerca testuale di Michele Manzini, artista da anni concentrato sui temi dell’instabilità e del conflitto come elementi non risolti, intrecciato alla coreografia della performer Barbara Canal che ha fatto parte della Compagnia della Biennale di Venezia, diretta da Carolyn Carlson: testi e danza raccontano di un’esperienza – quella dell’errore – attraverso cui si deve necessariamente passare per approdare ad una maggiore consapevolezza.

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