Firenze caput artis con Jan Fabre, Louise Bourgeois, Erwin Wurm. Grandi mostre in arrivo, a cura di Mus.e. Anche il 2016 all’insegna del contemporaneo

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Louise Bourgeois, Maman, 1999

Louise Bourgeois, Maman, 1999

Firenze conferma la sua vocazione al contemporaneo: posizionando manager culturali in luoghi strategici (di pochi giorni fa la nomina di Patrizia Asproni alla presidenza del Museo Marino Marini) e realizzando, soprattutto, grandi mostre e grandi eventi. Una linea, quella instaurata dall’amministrazione guidata dal sindaco Dario Nardella, che non si discosta da quella dell’anno precedente, poi ripagata dal successo di pubblico, se pensiamo ai 174mila visitatori della mostra Human di Antony Gormley al Forte di Belvedere, ai 41mila della videomostra digitale Magnificent, al dibattito pubblico portato dalla mostra Jeff Koons in Florence, al Festival F-Light (che ritornerà notevolmente ampliato), alla Notte Bianca, e alle tante attività quotidiane di valorizzazione e cura del patrimonio cittadino e dei Musei Civici Fiorentini (prevista per l’inizio dell’estate al Museo Novecento l’apertura delle sale per le esposizioni temporanee).

FABRE PORTERÀ SCULTURE, SPETTACOLI TEATRALI E PERFORMANCE
La regìa degli eventi è affidata come sempre all’Associazione Mus.e: grazie a lei, il grande artista belga Jan Fabre sarà da marzo ad ottobre in piazza Signoria e al Forte Belvedere (confermato l’ingresso gratuito) per proporre le proprie sculture, di grandissimo impatto emotivo, accompagnate da spettacoli teatrali e performance. Poi sarà il turno, a settembre, in varie piazze cittadine, delle opere di Louise Bourgeois – artista francese scomparsa nel 2010 – e di Erwin Wurm al Museo Novecento e presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, che disseminerà la città con le sue One Minute Sculpture e le sue architetture visionarie. Tra le novità del 2016 ci sarà anche la valorizzazione del Museo Stefano Bardini, con l’avvio della serie di mostre Contrappunti: ad inaugurare la rassegna saranno le opere dell’americano John Currin, conosciuto soprattutto per i suoi dipinti carichi di satira sociale e legati alla sessualità. Infine, grandi eventi come la Settimana Michelangiolesca mireranno a far conoscere al grande pubblico il genio di Michelangelo Buonarroti, grazie a interventi di arte pubblica, incontri e “lezioni itineranti” nei quartieri cittadini.

Claudia Giraud

www.musefirenze.it

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  • Luka Sposato

    Più che “vocazione” parlerei di strategia. Se c’era “vocazione” la Strozzina non avrebbe chiuso e aperto 3-4 volte in 12 anni e si esalterebbe la propria cinquecentenaria Accademia, che urge di un’apertura al contemporaneo.