Bocciato a Londra il nuovo grattacielo di Renzo Piano. Attivisti e architetti fanno slittare il progetto a Paddington

Print pagePDF pageEmail page

Un rendering dello Skinny Shard, di Renzo Piano

Un rendering dello Skinny Shard, di Renzo Piano

La cronaca è più o meno questa. Tre anni dopo la costruzione del grattacielo The Shard, La scheggia, inaugurato a luglio del 2012 in sostituzione delle Southwark Towers, Renzo Piano viene commissionato dalla Sellar Property Group per realizzare un nuovo grattacielo all’interno di un progetto strategico di riqualificazione dell’area di Paddington. Il progetto, svelato lo scorso ottobre dall’architetto italiano e subito ribattezzato The Skinny Shard (lo “shard magro”) non piace agli inglesi perché con la sua struttura e la sua altezza – dicono – rischierebbe di rovinare lo skyline di Londra, patrimonio della città. O almeno queste sono le motivazioni addotte dai protestatari. Ne nasce una campagna di cittadini a difesa del paesaggio che chiama in causa voci autorevoli come Duncan Wilson, chief executive di Historic England, un’agenzia governativa a difesa del patrimonio culturale e paesaggistico. L’iniziativa viene infatti subito sposata da “The Skyline Campaign”, un’associazione (nata nel marzo 2014) di cui figurano tra i firmatari nomi illustri architetti e artisti come David Adjaye, David Chipperfield, Adrian Forty, Vittorio Gregotti, Anish Kapoor, che ha tra i suoi obiettivi di fermare la devastazione di Londra dovuta ad edifici di grandi dimensioni messi nei posti sbagliati.

PROPOSTA FRAMMENTARIA E OPPORTUNISTA
Noi crediamo”, riporta lo statement, “che molte delle torri costruite o proposte per Central London danneggeranno permanentemente la città e la sua identità unica al mondo, i suoi spazi pubblici, la vista e lo skyline”. E tra le battaglie di Skyline Campaign non poteva non figurare anche quella contro il grattacielo di Paddington. Emblematica la comunicazione per immagini che mette il rendering della torre al centro di un paesaggio apocalittico rosso e giallo mentre a caratteri cubitali la scritta dice: immaginati di svegliarti tutte le mattine guardando questo. Ma la proposta di Piano, come riporta il Guardian, non incontra il gusto non solo dei firmatari, ma nemmeno quello dell’architetto Terry Farrell che la definisce troppo frammentaria e opportunista. Per ora i cittadini e i professionisti sono stati ascoltati ed una nota della città di Westminster fa sapere che la commissione ha deciso di proporre una revisione del progetto, che dovrà arrivare dai developers della Sellar Property Group in breve tempo. A prescindere da quali saranno i risultati di questa consultazione, tuttavia, è stato espresso il principio che vuole che questi progetti siano il risultato di una collaborazione tra sviluppatori, istituzioni e comunità, nel rispetto e a beneficio di tutti.

www.skylinecampaign.org

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community