Konopèion, la performance inedita di Giovanni Gaggia per un ricamo sublimato

La performance Konopèion, risultato della residenza dell’artista a Cosenza, è un rito nostalgico che sublima il legame tra passato e futuro.

Print pagePDF pageEmail page

“Il Conopeo è quel tessuto che copre, cela e protegge alla vista il tabernacolo. Attraverso la condivisione e la relazione, l’intento quindi è cercare di oltrepassare gli incastri delle trame per produrre un ricamo che sia quanto più possibile immagine e trasposizione del vero”, ha spiegato l’artista Giovanni Gaggia a proposito della sua performance Konopèion.
Ricamare non è una pratica nuova per Gaggia, che già nel 2008, alla Fabbrica Borroni di Milano, aveva proposto la performance Ali Squamose, dove una donna ricuciva tre cuori di maiale con fili nero, argento e oro. Suturare per lui è una metafora, che significa riunire spazi e persone. L’atto fisico ha subìto col tempo un’evoluzione, diventando via via più spirituale, fino a essere sublimato e trasformato in simbolo.
La performance Konopèion è stata realizzata in occasione del progetto di residenza Cosenza 2015, dal 19 agosto dal 2 luglio 2015, a cura di Alberto Dambruoso dell’associazione culturale i Martedì Critici e in collaborazione con la Provincia e il Comune di Cosenza. Il lavoro documentato nel video è ancora inedito ed è stato prodotto per il futuro Museo d’Arte Contemporanea del Comune di Cosenza, di cui Alberto Dambruoso sarà direttore.

– Federica Polidoro

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community