Tŭk Music: la label di Paolo Fresu

Tŭk Music, l’etichetta fondata da Paolo Fresu, unisce le sue due più grandi passioni: la musica e l’arte. Alla produzione di giovani musicisti dalle alte capacità strumentali e compositive affianca, di album in album, l’artwork di un artista visivo sempre diverso.

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Paolo Fresu Quintet feat. Daniele di Bonaventura, Jazzy Christmas (Tuk Music, 2015)

Paolo Fresu Quintet feat. Daniele di Bonaventura, Jazzy Christmas (Tuk Music, 2015)

Berchidda è ormai la città del jazz, grazie alla pluriennale esperienza del Festival Time in Jazz, ideato dal suo concittadino Paolo Fresu. Ma nelle sue campagne, in un’area del paese denominata Tucconi, sorge la casa dove il celebre trombettista sardo è cresciuto. Un luogo dell’anima, di forti legami con la terra e le sue radici.
Da lì l’origine del nome Tŭk Music, l’etichetta fondata da Fresu, che unisce le sue due più grandi passioni: la musica e l’arte. Qui, alla produzione di giovani musicisti dalle alte capacità strumentali e compositive, affianca, di album in album, l’artwork di un artista visivo sempre diverso. Un’avventura cominciata nel giugno 2010 e ora culminata in un doppio cd antologico: Give me Five by Foot!.
Sono cinque anni di pensieri, venticinque storie musicali e altrettante immaginifiche opere d’arte”, scrive Fresu nel booklet, più simile al catalogo di una mostra che al libretto di un disco. Perché, raccogliendo una galleria di lavori, tutti armonizzati dal grafico Benno Simma (sua la copertina con la radiografia del piede fratturato del figlio del musicista) e accompagnati da aforismi di scrittori, poeti, registi, fa dialogare tra loro musica e immagini. Come quelle di un dipinto di Mimmo Paladino, mentre vola sui versi di Franco Arminio, planando sulle lievi note di Luca Aquino.

Tŭk Music Antologico. Give me Five by Foot!

Tŭk Music Antologico. Give me Five by Foot!

Se musicalmente il tono dominante è quello del jazz, declinato in tutte le sue contaminazioni, graficamente l’etichetta si riconosce in due linee: i dischi di colonne sonore (dal film Vinodentro) sono vuoti al centro e l’opera (in questo caso di Carla Accardi) cresce ai lati; nei dischi “cantati” (Roses of the Day, una rilettura di John Cage per voce e piano della cantautrice Debora Petrina) l’artwork (firma di Paul Mennea) è ripetuto in quattro parti.
Give me Five by Foot! è un viaggio nei primi cinque anni di questa “famiglia allargata”, dove gli artisti si influenzano a vicenda, come nel caso di Ellipses di Francesco Ponticelli, ispirato dal trombonista Gianluca Petrella, altro nome della Tŭk Music. Già pronti tre nuovi album con altrettante cover: da quella dell’illustratrice-architetto Anna Sutor al frame da video di Marco Delogu, neo Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Claudia Giraud

http://tukmusic.paolofresu.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #27

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