Quel lampadario, simbolo del miracolo post terremoto dell’Emilia. Terminato il restauro del capolavoro della vetreria muranese scampato al sisma nel ferrarese: ecco immagini e video

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Il lampadario di Murano scampato al terremoto dell'Emilia (3)

Quando ho visto per la prima volta dopo il sisma il Municipio di Sant’Agostino mi sono chiesto come fosse possibile che un fabbricato con tale lesioni fosse ancora in piedi. Lo stupore è aumentato quando da un varco su una parete ho visto un bellissimo lampadario integro. Pericoloso solo avvicinarsi, escluso totalmente entrare, quindi impossibile intervenire e lampadario perso”. Parte da qui, da questa parole dell’ex Comandante dei Vigili del Fuoco di Ferrara, il racconto che costituisce lo spunto di maggior interesse della mostra Una luce per l’Emilia Romagna, che al Museo del Vetro di Murano ruota appunto attorno “all’imponente lampadario in cristallo-ambra oro di quasi 5 metri di altezza per 4 piani, con una circonferenza di circa 3 metri, realizzato alla metà degli anni venti del Novecento, il cui stile ricalcava la grande tradizione veneziana del Settecento di lampadari monumentali, sui modelli di quelli conservati al Museo di Palazzo Mocenigo o a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano”.

Già, perchè quel lampadario, trovato miracolosamente attaccato al soffitto anche dopo le terribili scosse del sisma emiliano del 2012, ora è stato restaurato dal Consorzio Promovetro di Murano, con il contributo – spesso volontaristico – di artigiani, maestranze e laboratori artistici specializzati. Ma che ci faceva questo capolavoro a Sant’Agostino, in quel paesino del ferrarese? La vicenda è complessa, coinvolge – siamo negli anni del fascirmo – il gerarca Italo Balbo, l’ambizione di creare un salone delle feste del livello di una grande città, e altri successivi intrecci storico-politici. La conclusione è sotto gli occhi di tutti: noi ci torneremo per raccontarvi tutto con maggiore completezza, intanto di offriamo immagini e video dall’opening muranese…

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