Palazzo Riso e il tango delle polemiche. Il museo palermitano si apre alle lezioni di ballo gratis: ma in molti lamentano una “programmazione quasi inesistente”

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La sala di Palazzo Riso che ospita il tango - foto G.Romano

La sala di Palazzo Riso che ospita il tango – foto G.Romano

Una cosa è certa: sono lontani i tempi in cui l’istituzione museale era considerata il “luogo delle Muse”, una sorta di sacro tempio destinato alla conservazione di opere d’arte il cui accesso fosse consentito solo a pochi eletti degni di varcarne le soglie. Oggi i musei sono (dovrebbero essere?) luoghi dinamici, multidisciplinari, aperti al pubblico e a nuove forme di sinergie e collaborazione con il territorio di cui fanno parte, spazi di incontro e di sperimentazione tra diverse forme artistiche. Un museo al passo coi tempi – un museo contemporaneo – deve offrire al suo pubblico non soltanto vernissage e mostre, ma una ricca e ponderata programmazione, contraddistinta da seminari, conferenze, attività didattiche, incontri con artisti, concerti, spettacoli teatrali e, perché no, performance di danza.

LEZIONI DI BALLO, NON IL TANGO COME FORMA D’ARTE
Tra le attività del cosiddetto museo contemporaneo rientrerebbe la manifestazione organizzata dal Museo Riso di Palermo nelle date del 16 e del 17 gennaio, Tango Arte in Movimento, un’iniziativa che prevede lo svolgimento di esibizioni di tango argentino all’interno degli spazi espositivi: un’occasione per aprirsi alla città e ai suoi abitanti e per cimentarsi in nuovi ambiti disciplinari. La notizia ha fatto parlare di sé non appena è balzata da una bacheca all’altra di Facebook, che per l’occasione si è trasformato in una piattaforma di dibattito e confronto a cui hanno partecipato numerosi esponenti dell’ambiente artistico palermitano: pur ritenendo interessante l’idea di dedicare attenzione alla cultura argentina e al tango, in molti hanno esternato perplessità e disappunto nel constatare che, oltre alle performance di danza, il programma della manifestazione prevedesse anche lezioni di ballo gratuite per principianti. Per giorni si sono susseguiti una serie di commenti tra i sostenitori dell’iniziativa – convinti che la manifestazione potesse essere una buona occasione per allargare il bacino di utenza del museo – e chi invece asserisce che le lezioni di ballo – e non l’approfondimento sul tango come forma d’arte – non avesse alcuna attinenza con quelle che dovrebbero essere la vision e la mission di un museo.

ANCHE AL MAXXI DI ROMA LEZIONI DI MEDITAZIONE E YOGA
Quello di Palermo, però, non è l’unico caso in cui un museo decide di aprirsi ad attività diverse da quelle usualmente svolte: si potrebbe citare il Maxxi di Roma, che lo scorso settembre ha organizzato lezioni di meditazione e yoga a pagamento. Ma allora perché su Riso si sono abbattute tante polemiche? Presto detto: le discussioni sulla milonga hanno portato a fare ennesime riflessioni sulle turbolenze gestionali che da anni oramai caratterizzano la storia del museo, l’ennesima goccia che insomma ha fatto traboccare il vaso. Sulle bacheche di Facebook non sono infatti mancati commenti che hanno sottolineato come – “con il museo mezzo vuoto, la polvere sulle poche opere rimaste e una programmazione quasi inesistente” – le priorità di Riso dovrebbero essere mostrare arte e promuovere gli artisti del territorio, perché “i musei dovrebbero offrire altro”, “ci sono le palestre e le sale da ballo per ballare”. Insomma, a Palermo l’epopea Riso continua ancora a sollevare polveroni di polemiche, e quella sul “tango” è stata l’ennesima tessera di un mosaico fatto di nostalgie, controversie, aspettative e disillusioni.

Desirée Maida

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