Le passioni di Picasso. Una mostra debole, a Pavia

Palazzo Vistarino, Pavia – fino al 20 marzo 2016. La tauromachia e le corride, il teatro, le donne e la ceramica sono alcuni dei temi cari a Picasso. Gli stessi che l’istituzione pavese presenta al pubblico per rilanciare la sua nuova stagione espositiva. Ma il tentativo lascia a desiderare.

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Pablo Picasso, Tauromaquia - Arte de Toreaur, 1959

Pablo Picasso, Tauromaquia – Arte de Toreaur, 1959

PICASSO, TRA GRAFICA E DISEGNO
Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973) è sempre Pablo Picasso e una mostra che ne valorizza l’opera grafica con un nutrito gruppo di incisioni, bozzetti e illustrazioni ha in sé l’interesse dell’indagine su un’importante sezione produttiva del grande maestro. Gli esempi raccolti dalla curatrice Lola Duran sono molti e forniscono esempi di come l’artista spagnolo abbia sperimentato e studiato lungamente attorno al tema delle incisioni e del disegno.  Si inizia con le 27 acquetinte allo zucchero e puntasecca della Tauromachia del 1959, si prosegue con le 33 incisioni per le scenografie e i costumi de Le Tricorne del 1920 e poi, ancora, con le incisioni dei Vingt poemés de Góngora del 1958 e le litografie del 1971 dedicate a La Célestine.
Fin qui tutto bene. Nel mezzo anche due dipinti, un autoritratto e una testa di donna che, per quanto esposti in una sala dedicata, non riescono a sollevare la mostra fino alle aspettative a cui gli organizzatori stessi – Fondazione universitaria Alma Mater Ticinensis e Associazione Culturale ViviPavia –puntavano.

Pablo Picasso, Le Tricorne, 1920

Pablo Picasso, Le Tricorne, 1920

UNA MOSTRA NON RIUSCITA
Perché la questione forse è tutta qui. Di per sé le opere esposte sono valide e significative di un certo aspetto del lavoro picassiano ed è piacevole, alla fine del percorso, incontrare anche una buona serie di ceramiche appartenenti a una delle poche collezioni complete in possesso di un privato, ma il valore delle opere non può cancellare le lacune organizzative.
Per osservare alcune incisioni occorre letteralmente lottare con i faretti che rischiano di accecare lo sguardo, mentre il colore dei pannelli su cui sono allestiti i lavori è così acceso da entrare in contrasto con le decorazioni dello splendido palazzo settecentesco. A ciò si aggiungono le gigantografie fotografiche che ritraggono l’artista, sgranate e fin troppo accessorie, dato che il volto di Picasso è fortunatamente noto a tutti.
Veramente imbarazzante, infine, è il percorso dedicato a Guernica. L’omaggio a uno dei capolavori del secolo scorso è stato affidato a tre artisti italiani – Stefano Bressani, Paolo Baratella e Paolo Cerebelli – uniti nel progetto di omaggiare l’opera di Picasso nello spazio sponsorizzato dall’azienda The Mad Box. Il risultato sono tre lavori completamente avulsi dal tema della mostra, presentati con una spottistica serie di filmati che ripropone velocemente la loro esecuzione in studio e che lascia molti dubbi sul significato di tale iniziativa.

DOMANDE SENZA RISPOSTA
A cosa serva un omaggio contemporaneo a Guernica senza esporre alcun materiale originale (bozzetti preparatori, fotografie, articoli…), perché sia stato scelto di rintanarlo in un angolo in cui le dimensioni dello schermo offuscano quelle dei lavori proposti e cosa abbia a che fare con le passioni di Picasso, sono tutti interrogativi destinati a rimanere senza risposta.

Astrid Serughetti

Pavia // fino al 20 marzo 2016
Picasso e le sue passioni
a cura di Lola Duran
Catalogo Gli Ori
PALAZZO VISTARINO
Via Sant’Ennodio 26
038 2986959
[email protected]
www.picassoelesuepassionipavia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50572/picasso-e-le-sue-passioni/

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