La crisi dell’uomo interattivo. Judith Hopf a Milano

Kaufmann Repetto, Milano – fino al 26 marzo 2016. La galleria milanese fa da cassa di risonanza alla riflessione di Judith Hopf sulla condizione dell’uomo nell’era digitale.

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Judith Hopf, Untitled (Pair of Arms), 2015, red clay

Judith Hopf, Untitled (Pair of Arms), 2015, red clay

L’artista tedesca Judith Hopf (Berlino, 1969) anima gli spazi della galleria milanese con una mostra che indaga l’annullamento dei confini geografici e temporali operato dal web nella vita e nella quotidianità dell’uomo contemporaneo. Ispirandosi alla figura del serpente – adattabile e versatile – promossa dal filosofo Gilles Deleuze, la Hopf esplora come il gran numero di informazioni, la velocità e la continua reperibilità abbiano alla lunga generato il cosiddetto effetto rebound, rendendoci rigidi e incapaci di adattarci. Quello che normalmente viene definito progresso è qui messo in discussione, senza lasciar spazio alla rievocazione nostalgica, ma esibendo una condizione esistenziale dell’uomo. Un angoscioso, incontrollabile e controproducente blocco di fronte alle continue urgenze, quasi un’ironica risposta all’estenuante necessità di essere perennemente “al passo”.

Alessandra Ghinato

Milano // fino al 26 marzo 2016
Judith Hopf: “!Hear Rings!”
KAUFMANN REPETTO
Via di Porta Tenaglia 7
02 72094331
[email protected]
www.kaufmannrepetto.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50739/judith-hopf-hear-rings/

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