È morto Richard Sapper. Ricordo di un maestro del design

Ci ha lasciati Richard Sapper, il grande maestro tedesco che scelse Milano e il suo design come patria di adozione. Qui vi raccontiamo chi era e cosa ha fatto. E nella gallery riconoscerete tanti oggetti familiari…

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Richard Sapper

Richard Sapper

UN DESIGN INVENTIVO
Una carriera durata sessant’anni, sempre all’insegna di un design inventivo ma mai personalistico. E un portfolio prolifico che ha marcato il paesaggio domestico di milioni di italiani (e certamente non solo il loro) grazie a prodotti divenuti iconici e allo stesso tempo popolari, quali il telefono Grillo, la radio Cubo per Brionvega, la caffettiera 9090 per Alessi, il computer Think Pad per IBM.
È soprattutto questa l’eredità che ci lascia Richard Sapper, il grande designer tedesco – ma milanese d’adozione, tanto da meritarsi un Compasso d’Oro alla Carriera nella categoria “nazionale” – scomparso lo scorso 31 dicembre all’età di 83 anni. A darne la notizia la casa editrice Phaidon, che sul grande designer sta preparando un’imponente monografia dedicata alla sua immensa e versatile produzione.

Richard Sapper con Marco Zanuso, Grillo, 1965 - prod. Siemens Italtel

Richard Sapper con Marco Zanuso, Grillo, 1965 – prod. Siemens Italtel

DALLA GERMANIA A MILANO
Nato a Monaco di Baviera nel 1932, Sapper lasciò la Germania dopo aver ricevuto una formazione interdisciplinare tra filosofia, ingegneria ed economia. Destinazione Milano, la città che non abbandonerà mai, neanche per cedere alle lusinghe di uno Steve Jobs che lo voleva a capo del dipartimento design di Apple. Il capoluogo lombardo, infatti, dal 1958 è l’epicentro privilegiato per confrontarsi con un design capace di essere al contempo sofisticato, di massa e all’avanguardia nelle tecnologie e nei materiali.
Dopo un esordio nello studio di Gio Ponti e un passaggio dall’ufficio stile de La Rinascente (che all’epoca patrocinava anche il Compasso d’Oro), Sapper strinse un sodalizio quasi ventennale con Marco Zanuso: insieme progetteranno alcuni dei prodotti più celebri dell’Italia di quegli anni, dal Cubo TS 502 al televisore portatile Algol (che tutti ricordiamo per il suo “muso” all’insù), alla sedia per bambini K 1340 per Kartell, la prima a essere realizzata interamente in plastica. Sempre insieme, parteciperanno all’indimenticabile collettiva del MoMA nel 1972, Italy, the New Domestic Landscape, progettando il prototipo di una casa mobile da trasportare all’interno di un container e da utilizzare negli scenari di crisi ed emergenza.

Richard Sapper, Algol, 1985 - prod. Brionvega

Richard Sapper, Algol, 1985 – prod. Brionvega

OGGETTI CHE FANNO LA DIFFERENZA
Successivamente Sapper lavorerà in autonomia, pur non precludendosi collaborazioni importanti, quale quella con Gae Aulenti, nata dall’intento condiviso di ripensare i mezzi di trasporto per offrire una soluzione concreta all’annoso problema del traffico. Tema su cui Sapper tornerà successivamente, lavorando nel settore automotive con Fiat o progettando il Folding Scooter, il prototipo realizzato per il Comune di Milano di un monopattino pieghevole da portare con se sul tram o la metro (in nuce, l’antenato delle tante biciclette elettriche pieghevoli apparse sulle nostre strade).
Sebbene il mondo del mobile lo abbia visto sempre in prima fila con progetti per Knoll, B&B, Magis, Molteni, è stato forse il campo del prodotto quello in cui Sapper ha saputo esprimere al meglio il suo desiderio di sintetizzare progresso tecnico e problem solving, in oggetti capaci di fare la differenza – come la caffettiera svitabile con una mano sola, il personal computer dotato di un’ergonomia potenziata, la prima alogena a basso costo e il primo bollitore che, invece di fischiare, intona un “mi” e un “si”.

UNA CARRIERA DI SUCCESSI
La sobrietà immaginifica di Sapper è stata riconosciuta universalmente da musei, centri di ricerca e università di tutto il mondo. I suoi progetti sono stati acquisiti dalle più importanti collezioni di istituzioni museali, dal MoMA di New York al Design Museum di Londra, dal Centre Pompidou fino, naturalmente, alla Triennale di Milano. Lunghissima, poi, la lista dei premi conseguiti negli anni, tra cui si annoverano, solo in Italia, ben dieci Compassi d’Oro, oltre a quello alla carriera.

Giulia Zappa

www.richardsapperdesign.com

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  • Giovanni

    Premesso che Sapper sia stato un grande progettista, prova la lampada Tizio per Artemide (non contemplata nell’articolo). In questo pezzo lo si descrive come il progettista della radio Cubo Brionvega, del telefono Grillo e del televisore Algol sempre Brionvega; senza considerare il fatto che Sapper in realtà all’epoca era assistente di Marco Zanuso, vero progettista di questi oggetti.
    Va bene divulgare a parlare di design, però fatelo con attenzione e rispetto.

    • Marco Enrico Giacomelli

      Gli oggetti citati sono passati alla storia come realizzazioni a quattro mani con Zanuso, come è scritto nell’articolo. Poi se vogliamo fare il gioco “era Lennon che scriveva i pezzi, McCartney era il suo assistente” o viceversa, liberissimi tutti ;)