Lo Strillone: Shirin Neshat e il mondo femminile nella cultura islamica su Il manifesto. E poi più soldi al Mibact nel 2016, tutto il mercato dell’arte ndel 2015

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Shirin Neshat

Shirin Neshat

C’è una nuova generazione di donne erudite ed intraprendenti: in più, non sono come le occidentali che per partecipare alla politica devono necessariamente emulare gli uomini”. Prendendo spunto dallo scatto di Annie Leibovitz che la vede protagonista per il calendario Pirelli del 2016, Alias – l’inserto de Il manifesto – intervista la grande artista Shirin Neshat, che da sempre “esplora attraverso l’arte visiva il mondo femminile nella cultura islamica svelando le contraddizioni, le limitazioni, la poeticità e la sensualità che convivono in una cultura millenaria”. Cosa rende unico quel mondo? “Amo quel loro dinamismo mediorientale in cui le donne continuano a essere molto femminili, non competono con gli uomini e la loro partecipazione alla rivoluzione è stata un fatto naturale. Questa nuova generazione mi ha ispirata, la mia e quella precedente non ha avuto accesso all’educazione. Nella mia famiglia sono la sola a lavorare e a guadagnare, le mie sorelle hanno avuto la fortuna di andare tutte a scuola, ma si sono sposate e hanno fatto figli, accettando un ruolo tradizionale”.

Grazie anche agli importanti miglioramenti introdotti nel corso del dibattito parlamentare, la cultura è diventata il cuore e l’anima della Legge di Stabilità 2016. Dopo gli anni dei tagli crescono le risorse, con nuovi fondi per la tutela del patrimonio e i grandi progetti culturali: 180 milioni di euro nel 2016, 200 milioni nel 2017, 195 milioni nel 2018 e nel 2019, 165 milioni dal 2020”. Il Sole 24 Ore affida alle parole del ministro Franceschini la sintesi numerica della nuova centralità della cultura in Italia: “rispetto al 2015, il bilancio del Mibact aumenta del 27% nel 2016, superando i 2 miliardi. Inoltre la Legge di Stabilità contiene interventi straordinari e di grande portata per la cultura e il turismo”. “Resterà negli annali 2015 come l’opera d’arte più costosa aggiudicata durante un’asta. Le donne di Algeri, di Pablo Picasso, è stato venduto lo scorso maggio a New York (da Christie’s) al prezzo record di 179,3 milioni di dollari”. Tocca a Italia Oggi mettere in pagina un focus su un anno di mercato dell’arte: “l’anno poi si é chiuso in bellezza con l’asta di novembre, quando Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani è stato aggiudicato a 170,4 milioni di dollari (quasi 157 milioni di euro), diventando così la seconda opera più pagata”.

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