Lo Strillone: Checco Zalone e i 14 milioni di incasso in 48 ore con Quo Vado? su La Stampa. E poi Pierre-Auguste Renoir, mio padre, polemiche in Umbria

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Checco Zalone in Quo Vado?

Checco Zalone in Quo Vado?

È un semplice dato numerico relativo al riscontro di pubblico di un film – 14 milioni di incasso in sole 48 ore di programmazione -, ma in breve è diventato un caso cultural-sociologico, che sta tenendo vivo il dibattito in questi giorni ancora semi-festivi. La Stampa riferisce che “Checco Zalone con il suo Quo Vado? raddoppia giorno dopo giorno, stracciando 007 e il suo mirabolante Spectre con i 12 milioni di incasso raccolti in due mesi. Oltre al premier Renzi e al ministro Franceschini che si congratula via Twitter, gli spettatori hanno apprezzato la storia dell’impiegato che, cresciuto nel mito del posto fisso, perdendolo si inventa di tutto pur di conservare la poltrona. Il comico pugliese si avvia a battere il record di Sole a catinelle, secondo incasso Italiano di sempre con 52 milioni di euro”.

È un capolavoro di affetto, di delicatezza e di intelligenza”. Pietro Citati tesse sul Corriere della Sera gli elogi di “Renoir, mio padre”, il libro Adelphi “che Jean Renoir, il famoso regista della Grande illusione, ha dedicato al padre, Pierre-Auguste Renoir, che dipinse migliaia di fiori, di bambini e di donne. Di rado abbiamo visto una persona con tanta intensità e immediatezza. Eccolo lì, Pierre-Auguste Renoir, seduto sulla sua poltrona a rotelle: o mentre cammina per le strade di Parigi e del Midi. Sorride con un meraviglioso sorriso, che illumina le cose, le persone e noi che leggiamo”. Salvate le logge di Gubbio: La Repubblica informa delle polemiche scoppiate in Umbria sulla trasformazione dell’antico opificio del Seicento delle Logge dei Tiratori dell’Arte della Lana in Centro Congressi. Battaglia sporata anche dal Presidente della Repubblica Mattarella.

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