Le grandi novità di TIM sono tutte all’insegna dell’immagine. Nuovo logo e cantiere d’artista con Matteo Cibic e Caroline Corbetta

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La presentazione del nuovo logo TIM

Un nuovo logo che segna anche un importante cambiamento nella ridefinizione del nostro ruolo, da puro operatore telefonico a player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi mediante lo sviluppo di piattaforme abilitanti”. Con queste parole, che inseriscono la grafica in un percorso industriale e comunicativo, l’Amministratore Delegato del Gruppo Telecom Italia Marco Patuano ha presentato oggi a Roma il marchio che rinnova il look della grande azienda di telecomunicazioni proiettata nell’era digitale, ormai vecchio di molti anni. “Un simbolo semplice e moderno che unisce la solidità e la grandezza di Telecom Italia alla personalità innovativa di TIM. Il marchio si caratterizza da una icona rossa che rappresenta una T e dal wordmark bianco su fondo blu. Un logo iconico capace di adattarsi a tutti i supporti (online, off line)”. L’ideazione del nuovo logo è stata realizzata in collaborazione con Interbrand.

La presentazione ha dato lo spunto anche per annunciare la nuova campagna istituzionale che accompagna il lancio del nuovo logo, con testimonial come Tim Berners-Lee, Fabio Fazio e Pif, e per illustrare il progetto di ristrutturazione delle Torri TIM che a Roma ospiteranno la sede centrale dell’azienda, con il recupero delle Torri realizzate nel quartiere dell’EUR negli anni Cinquanta dall’architetto Cesare Ligini. L’headquarter TIM, progettato dallo studio di architettura UNO-A che si è aggiudicato un bando rivolto ad architetti italiani under 40, adotterà i più avanzati principi di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica. Una grande impresa architettonica che diventerà, per il periodo di cantiere, l’inedito supporto per un’installazione artistica ideata da Matteo Cibic, a cura di Caroline Corbetta. “La superficie high-tech, suddivisa in macro-pixel in gradazioni diverse di argento e azzurro, è arricchita da un motivo grafico, realizzato nei colori del brand TIM, che rappresenta la Rete di infinite connessioni tra gli esseri umani rese possibili dalle telecomunicazioni“.

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    Luca Beatrice ha ragione gli artisti sono mosci e i curatori non sono artisti. Ma dopo l’ikea evoluta arriva in ritardo anche rispetto ai curatori. Ormai da anni scrivo di giovani curatori in competizione con gli artisti, ma a differenza loro i curatori intercettano la committenza e quindi l’artista rimane una sorta di vetrinista, operaio e burocrate della creatività (ikea evoluta). Anche artisti italiani che hanno fatto una sorta di grande slam, come Rossella Biscotti, sono del tutto marginali, e con percorsi debolissimi e omologati al più prevedibile mainstream. Ma se gli artisti non capiscono questo e desiderano fare i vetrinisti per i curatori, ad un certo punto, si meritano questo. Esempio perfetto è Cibic che adorna le torri della Tim a cura di Caroline Corbetta. Abbiamo detto tutto.