La Reggia di Caserta è ad ArteFiera

La Reggia di Caserta è presente ad ArteFiera a Bologna con uno stand che presenta la prossima inaugurazione del nuovo allestimento di Terrae Motus. La notizia è che allo stand è presente Mauro Felicori, a lungo dirigente e manager culturale al Comune di Bologna, fresco di nomina alla direzione della Reggia. Sarà lì il 28 e 29 gennaio, mentre presenterà le sue idee e i suoi programmi venerdì dalle 12 alle 14 all'Ala Bolero. Lo abbiamo intervistato per l’occasione.

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La Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta

Uno dei venti megadirettori di recente e discussa nomina che si presenta in persona ad ArteFiera: voglia di metterci la faccia o astuta manovra di marketing in una città che conosci bene?
Sono abituato a pensare che, se in una tua cosa non sei tu il primo a crederci, non possano crederci gli altri. Per dimostrare che la Reggia sta rinascendo, che Terrae Motus è uno dei modi con cui rinasce, che con Terrae Motus occupiamo uno spazio che è stato appena liberato non lasciandolo così vuoto e spoglio, cosa c’è di meglio di andarci di persona? Sono stato educato a dare l’esempio, e oggi come oggi dare l’esempio, impegnarsi personalmente anche in cose che possono sembrare umili come stare in un desk in fiera, impegnarsi personalmente può sembrare singolare e quindi si può prestare all’interpretazione di un’operazione di marketing. D’altra parte non ci vedo nulla di male nel marketing.
Inoltre ArteFiera ha di proprio che negli stand delle gallerie c’è sempre il titolare: non vedo perché io debba essere diverso dai galleristi. Sarò presente solo giovedì e venerdì – anche se sarei stato tutti e quattro i giorni – perché sabato pomeriggio alla Reggia c’è Toni Servillo che offre una lettura nel giorno in cui viene rilanciata l’Associazione Amici della Reggia, di cui è presidente onorario, e non posso mancare, e già che ci sono andrò a vedere la Casertana, mentre domenica andrò a vedere la Juve Caserta che combatte per la salvezza in A1.
Sabato e domenica lo stand sarà occupato dal funzionario responsabile della valorizzazione, uno dei “numeri 2” della Reggia, quindi ci muoviamo comunque ai massimi livelli.

Andy Warhol, Fate presto – Terrae Motus, Reggia di Caserta

Andy Warhol, Fate presto – Terrae Motus, Reggia di Caserta

La Reggia è un patrimonio complesso: i giardini, la residenza storica, la collezione Terrae Motus e addirittura la cultura pop (l’ambientazione del primo episodio di Star Wars): ti sei chiesto da dove cominciare?
La Reggia è un monumento meraviglioso ma è un po’ affaticato dall’incuria: bisogna fare le pulizie generali di primavera: pulire, rendere più fragrante la Reggia, adesso sono importantissimi i restauri in corso, quelli della facciata sono praticamente terminati. Vedere la facciata della Reggia col sole è uno spettacolo indimenticabile, un’emozione autentica.

Basta? 
No, non basta. La Reggia soffre di alcuni anni di carenza di manutenzione sia nell’edificio che nel parco, come nel giardino inglese che è un po’ trascurato. La Reggia deve essere più elegante, curata nei dettagli, le sale illuminate meglio, bisogna riaprire il teatro di corte… E questo è il punto uno.

E il punto due? 
Il punto due è la promozione: ci sono milioni di persone nel mondo che non sanno dell’esistenza di questo patrimonio meraviglioso e stanno mancando l’opportunità della Reggia, i monumenti, le montagne, mangiar bene, spendere poco, vivere da re per un giorno nella casa di un Borbone.

Una casa bella come Versailles, ma perché non fate 20 milioni di visitatori?
Noi adesso facciamo mezzo milione di visitatori. Nel 2015 abbiamo aumentato del 16% i visitatori, solo l’Egizio di Torino ha fatto meglio di noi in Italia. Proprio grazie a noi la Campania è la seconda Regione per i musei d’Italia, prima della Toscana. La Reggia aveva raggiunto alla metà degli Anni Zero il milione di visitatori, poi c’era stato un calo progressivo, ma dall’anno scorso c’è stata la ripresa. Il calo di visitatori c’è stato ma proprio per questo ho lanciato l’obiettivo del milione di visitatori. Quando si è verificato, avevano contribuito una serie di condizioni favorevoli come l’eco del G7 che portò molta fama alla Reggia, e il biglietto costava anche molto meno…

Keith Haring, Senza titolo – Terrae Motus, Reggia di Caserta

Keith Haring, Senza titolo – Terrae Motus, Reggia di Caserta

State discutendo proprio il costo dei biglietti, o la gratuità per i residenti?
Il parco della Reggia è sempre stato considerato il parco di Caserta. Non è mai stato costruito un altro parco perché c’era già il parco della Reggia. Quindi si viene a creare una differenza fra il trattamento che riserviamo a tutti coloro che provengono da altre parti del mondo, che devono pagare il biglietto per visitare il parco, e il trattamento che riserviamo ai casertani. È stato istituito per i residenti un abbonamento annuo di 10 euro che permette loro di entrare in qualunque momento nel parco e che copre solo e spese di segreteria. Ora sto consolidando questo regolamento per i residenti, e sono contrario ad aumentare questa quota perché le entrate devono provenire dai turisti, non dalle casse dei casertani.

In questi primi mesi ti sei reso conto se davvero esistono le precondizioni per cambiare? I nuovi 20 direttori hanno effettivamente una vera autonomia? Puoi agire sul personale? Sulle spese? Sui fornitori?
I direttori dei musei speciali hanno un grado di autonomia molto più alto che in precedenza: abbiamo un bilancio autonomo, e soprattutto la grande novità è che le entrate che procuriamo restano a noi, e questa è la parte positiva dell’autonomia. Poi c’è l’altra parte: il personale resta pagato dallo Stato e segue tutte le normative del pubblico impiego, per cui nell’ambito della gestione del personale c’è un margine di autonomia entro il contratto nazionale e non esiste spazio per una contrattazione locale. Se io volessi istituire ad esempio un premio di produttività, non potrei farlo. Quindi c’è una parziale autonomia, maggiore che in passato, ma ancora parziale.
Per i fornitori c’è una tendenza verso gare gestite in modo centrale, quindi c’è una limitata forma di autonomia anche qui. Il punto forte sono bilancio e entrate, i punti deboli fornitori e personale.

Quali sono i primi cambiamenti che proverai effettivamente a realizzare e che saranno visibili?
Il primo cambiamento visibile e percepibile è che ho molto potenziato la comunicazione, come testimonia la mia presenza ad ArteFiera. Il secondo cambiamento è il programma di rinascita. Terrae Motus è una collezione formidabile, una collezione che ha un’unità di tempo e di oggetto, è come una fotografia dell’arte occidentale degli Anni Ottanta su un unico tema. Chi mai si ricordava di Terrae Motus? È come se il prossimo giugno inaugurassi un nuovo museo. Quello che era un punto dolente, l’oblio, diventerà un punto di forza, aprendo un gioiello di arte contemporanea che ha tutte le caratteristiche per essere un evento portante del 2016.

Josef Beuys, Terremoto in Palazzo – Terrae Motus, Reggia di Caserta

Josef Beuys, Terremoto in Palazzo – Terrae Motus, Reggia di Caserta

Punterai anche tu, come tanti altri neodirettori, sui servizi aggiuntivi e in particolare sulla ristorazione? In che modo?
Fermo restando che non sono il direttore di un ristorante ma di un bene culturale, penso che un museo debba avere una ristorazione di ogni livello, più popolare o più elegante. I ristoranti non salveranno i musei italiani, non entro nella retorica del servizio aggiuntivo.
Io punto alla valorizzazione del territorio intorno alla Reggia: se voglio che i visitatori si fermino qui una notte e diventino turisti, devo spiegargli delle buone ragioni. Oggi il visitatore cosa sa? Sa che a Caserta c’è la Reggia che è molto bella, quindi programma un giorno alla Reggia e poi se ne va a Napoli: questo visitatore mi fa piacere riceverlom ma non fa crescere il territorio. Se il visitatore resta a dormire qui e poi va a visitare anche San Leucio, Sant’Agata dei Goti, Santa Maria Capuavetere – qui a due passi abbiamo l’anfiteatro romano più grande dopo il Colosseo – potrà scoprire che siamo nella capitale mondiale della mozzarella di bufala, che abbiamo dei vini rossi meravigliosi, accoglienti bed and breakfast, siamo pieni di buone ragioni per fermarsi qui. Ma il visitatore, per fermarsi, deve essere a conoscenza di tutte queste particolarità, e lo potrà fare anche ad ArteFiera, parlandone col direttore.

Simona Caraceni

www.reggiadicaserta.beniculturali.it

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