Inizio anno, tempo di top ten. La nostra classifica 2015 del teatro e della danza, italiani e non solo: dieci fatti meritevoli di essere ricordati

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Alessandro Bedosti, Das Spiel

Alessandro Bedosti, Das Spiel

10 – Il debutto di e-ink di mk nel riallestimento di Aterballetto, nell’ambito del Progetto RIC.CI. Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta ideato e curato da Marinella Guatterini. Dodici minuti “inauditi” che si tramandano nei decenni. Incoraggiante.

9 – La morte del regista Luca Ronconi. Qualunque cosa se ne pensi, è stato uno dei capisaldi del teatro italiano del secondo Novecento.

8 – Il tour mondiale di addio alle scene di Sylvie Guillem: danzatrice che nel 2015 ha compiuto 50 anni, di cui 39 trascorsi nei teatri più importanti del Pianeta. Enfatico.

7 – MDLSX di Motus. Questo “inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro, scandaloso coming-out teatrale di Silvia Calderoni” ha l’energia, la spregiudicatezza e la lingua per arrivare ai molti. Educativo.

6 – La pubblicazione, per i tipi di Quodlibet, del libro Setta. Scuola di tecnica drammatica di Claudia Castellucci, denso eserciziario giornaliero summa di un percorso artistico rigorosissimo. Adamantino.

5 – Le date italiane del mitico May B di Maguy Marin. Un monumento della nouvelle danse francese, da vedere e rivedere. Edificante.

4 – L’allestimento di Fanny & Alexander de Il Flauto Magico di Mozart al Teatro Comunale di Bologna. “La tradizione è custodia del fuoco e non culto delle ceneri”, diceva Gustav Mahler. Incendiario.

3 – Burning Books. La casa editrice Ubulibri, creata nel 1977 da Franco Quadri, ha indetto alcune distribuzioni pubbliche di volumi del proprio catalogo, prima che essi venissero mandati al macero. Lungimirante.

2 – Lo “scandalo” di (untitled) (2000) di Tino Sehgal al Festival di Santarcangelo. Il finale dello spettacolo con il danzatore nudo che orina in strada preso a pretesto per una velenosa caccia alle streghe. Preoccupante.

1 – Das Spiel – un rito di guarigione, di e con Antonella Oggiano e Alessandro Bedosti. Un’esperienza che travalica il teatro, la fabula, la danza, gli stili, le mode, i circuiti, i Premi: in scena restano due minuscole, potentissime vite. Ripartire da lì.

Michele Pascarella

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