In Cile, alla ricerca delle radici del direttore della Biennale di Architettura Alejandro Aravena. Ecco dove vi porterà il Reportage sul prossimo Artribune Magazine

Print pagePDF pageEmail page

Incontrarono il cielo, di Antonio Becerro, al Museo Nazionale di Belle Arti di Santiago del Cile

Incontrarono il cielo, di Antonio Becerro, al Museo Nazionale di Belle Arti di Santiago del Cile

Ci eravamo stati alla fine del 2013 per raccontarvi come sia il Palazzo della Moneda che l’Edificio Diego Portales, l’uno simbolo della repubblica e l’altro della dittatura, fossero stati trasformati in centri culturali con interventi architettonici di rilievo. Dove? Molti l’avranno già capito: parliamo di Santiago del Cile, dove ora siamo tornati a per raccontarvi in quattro scatti – nel Reportage di Mercedes Auteri che troverete sul prossimo Artribune Magazine – la capitale del Paese da cui proviene Alejandro Aravena, che dirigerà la Biennale di Architettura di Venezia in questo 2016.
A partire dal Il Museo della Memoria e dei Diritti Umani, uno dei pochi, nel panorama delle dittature che hanno costellato la storia recente dell’America Latina, creato come un “atto di riparazione”. La sua origine risiede nelle raccomandazioni del Rapporto Rettig, redatto dalla commissione costituita il 25 aprile del 1990 allo scopo di investigare sugli abusi dei diritti umani, morti o sparizioni delle vittime, commessi in Cile durante gli anni della dittatura militare. Obbiettivo puntato anche sull’esposizione Incontrarono il cielo, allestita nel 2014 al Museo Nazionale di Belle Arti, con l’artista Antonio Becerro che utilizza l’immagine del cane randagio come metafora dell’uomo della strada cileno (arrivando in alcune delle sue prime performance a imbalsamare cani che trovava morti per strada, destando le ire delle organizzazioni animaliste). E poi? Il resto cercatelo sul Magazine, che debutterà in anteprima a Bologna allo stand di Arte Fiera…

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community