I 5 imperdibili della settimana: Street Art a Bologna, Checco Zalone, Yayoi Kusama, grandi mostre nel 2016, Instagram, arte e moda

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Blu a Bologna

Blu a Bologna

Per chi si era momentaneamente distratto, per chi in quel momento aveva un appuntamento, oppure per chi vuole sempre e solo il meglio. Qui trovate il riassunto della settimana artistica, attraverso i 5 articoli più gettonati dai lettori di Artribune. Ma poi leggetevi anche gli altri…

AttualitàLa Street Art deve restare sui muri o può entrare al museo? A Bologna sono settimane che opere firmate da nomi come Blu o Ericailcane vengono staccate in vista di una mostra: e scoppia una bufera

Checco Zalone in Quo Vado?, 2015, photo credits Ufficio stampa Fosforo Comunicazione, foto di Maurizio Raspante

Checco Zalone in Quo Vado?, 2015, photo credits Ufficio stampa Fosforo Comunicazione, foto di Maurizio Raspante

Attualità – Sbanca il botteghino “natalizio” con il film Quo Vado?, e (ri)partono le speculazioni: perché tanto successo per Checco Zalone? E perché tante critiche?

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama

Television – Tra i grandi artisti chi si è preoccupato di orientare i successori? Ecco i consigli di Yayoi Kusama ai giovani artisti

La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca

La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca

Tribnews – Boccioni e Piero della Francesca in Italia, Bosch e Klee all’estero. Ecco 10 grandi mostre in arrivo per il 2016 in Europa

@artlexachung

@artlexachung

Tribnews – Loro sono due sorelle di Saragozza, e hanno creato un account Instagram che associa i capolavori dell’arte alle foto di moda contemporanee: storia del successo di @artlexachung

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  • SPUNTA
    IL FILM DI ZALONE “QUO VADO” in coincidenza con il GRANDE BOTTINO che è
    la privatizzazione dei lucrosi servizi pubblici essenziali gestiti ed
    erogati proprio dalle PROVINCE.

    PROPAGANDATO in modo forsennato
    dalle televisioni pilotate da gruppi finanziari , il film di ZALONE “QUO
    VADO” è un comizio che mira a rendere indolore il massacro dei nostri
    servizi pubblici essenziali presi d’ assalto da famelici privati,
    accreditando la tesi che i servizi pubblici di cui godiamo
    da mezzo secolo, fra cui quello pubblico sanitario definito il migliore
    al mondo, è MEGLIO CEDERLI perchè gestiti ed erogati da impiegati
    dipinti come incapaci ed insopportabili scansafatiche, talmente odiosi
    che è meglio liberarsi di loro.

    L’ originale contesto scenografico non riesce a far passare in secondo
    piano le trite battute denigratorie sulla pubblica amministrazione che
    non faranno certamente sorridere la maggioranza dei lavoratori pubblici
    che, malgrado vessati dalla politica, fanno funzionare il Paese.

    Ma oltre ai pubblici amministratori, non sorrideranno neppure i
    cittadini quando capiranno che i danni che li aspettano per le
    privatizzazioni li costringeranno a svenarsi per pagare costose
    bollette per servizi essenziali, di cui non possono fare a meno,
    affidati nelle mani di impietosi e famelici privati.