Best of cinema 2015. In un’annata deludente

Questa è stata una cattiva annata per il cinema. Tanto che, nelle classifiche dei critici mondiali più autorevoli, i titoli non solo sono molto discordi, ma sono quasi tutti dell'ultima ora. Noi i nostri preferiti li abbiamo associati a un'opera d'arte...

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10. Knight of Cups

di Terrence Malick. Un surrogato godereccio di The Three of Life, il film che fece guadagnare allo stesso regista la Palma d’Oro nel 2011. Lo scegliamo perché è riuscito a trasformare l’irresistibile vuoto cosmico del jet set hollywoodiano in tensione verso l’infinito. “Without monsters and gods, art cannot enact a drama”, diceva Rothko, ed è una delle sue tele che sarebbe, a nostro parere, questo film, se fosse un’opera d’arte.

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Knight of Cups di Terrence Malick – Mark Rothko

9. Spectre

Sì, esatto, l’utimo blockbuster 007, firmato Sam Mendes. Perché quando tutto manca, le vecchie favole sono sempre una garanzia di intrattenimento, soprattutto quando sono fatte nel rispetto della tradizione e sanno sdrammatizzare. Se fosse un quadro sarebbe Three Flags di Jasper Johns.

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007 Spectre di Sam Mendes – Three Flags di Jasper Johns

8. Orhan Pamuk – Il Museo dell’Innocenza

Maestro della messa in abisso e della metanarrazione il Premio Nobel turco trasforma un’idea in un romanzo e poi il romanzo in museo e ancora il museo in un film (qui si deve l’interveno a Grant Gee, fino alla sublimazione. Un’evoluzione da uno stato all’altro che è come quella del gabbiano Jonathan Livingston nel romanzo omonimo, quando superata la forma diventa solo essenza inafferrabile. Se fosse un’opera d’arte sarebbe quello che è, il Museo di Orhan Pamuk.

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Orhan Pamuk – Il Museo dell’innocenza

7. Behemoth

di Zhao Liang. Una piccola produzione indipendente e coraggiosa che ha trattato dell’inquinamento in Cina con un linguaggio astratto e contemporaneo.
Behemoth ha dato un volto ai minatori intossicati dai fumi tossici e mostrato le città fantasma che si estendono per chilometri nei deserti del nord del paese. Se fosse un’pera d’arte sarebbe L’isola dei morti di Arnold Böcklin.

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Behemoth di Zhao Liang – Isola dei morti di Arnold Boecklin

6. The Assassin

Film di Hou Hsiao Hsien, che a Cannes si è aggiudicato il Premio alla Regia, è stato il più raffinato e coraggioso dell’anno, con costumi, fotografia e sceneggiatura sofisticatissimi e ritmi dilatati ai limiti della temerarietà. Se fosse un’opera, sarebbe una fotografia di Don Hong-Oa, scattata dal vero ma identica a un disegno d’epoca a inchiostro.

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The Assassin di Hou Hsiao Hsien – una foto di Don Hong-Oa

5. Francofonia

di Alexandr Sokurov. Per aver fatto di una marchetta (per Arte France Cinema) un capolavoro, segno distintivo del genio che qualsiasi cosa tocca, trasforma in materia superiore. Chiunque lo guardi viene colto da complessi di ignoranza e ammirazione per la capacità del regista di giocare con temi così elegiaci. Se fosse un’opera sarebbe la Gioconda di Leonardo.

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Un dettaglio della Gioconda in Francofonia di Alexandr Sokurov

4. Il racconto dei racconti

La mente contorta di Matteo Garrone infrange le barriere di genere di una nazione, girando un Fantasy fuori dagli schemi del box office italiano. Ovviamente il Paese di Checco Zalone non era pronto a recepire.
Se fosse un’opera d’arte sarebbe uno dei Capricci di Goya.

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Il racconto dei racconti di Matteo Garrone – Le vecchie e il tempo di Francisco Goya

3. Mia Madre

di Nanni Moretti. Perché riflette sull’umanità deforme, aggiornata all’epoca social e riscopre la necessità di mantenere rapporti umani, anche per i misantropi contemporanei. Se fosse un’opera d’arte sarebbe un quadro di Giorgio Morandi.

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Mia madre di Nanni Moretti – Natura morta di Giorgio Morandi

2. Cemetery of Splendour

Film che probabilmente non vedrete mai, e questo da ulteriore godimento (ma se riuscite a recuperarlo poi sarete disposti anche ad improvvisagli un altarino). Il regista tailandese Apichatpong Weerasethakul, quello che quando aveva vinto Cannes con Lo zio Boonmbee che ricorda le vite precedenti aveva fatto insorgere mezza Croisette, con questo Cimitero di Splendore, visto sempre a Cannes, nella sezione Un Certain Regard, si è spinto anche oltre: si tratta di un’allucinazione metafisica che fa un baffo alla Sindrome di Stendhal (inteso come affezione psicosomatica, n.d.r.). Se fosse un’pera d’arte starebbe a metà tra La relatività di Escher e The Horizon Room di James Turrel.

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Cemetery of Splendour di Apichatpong Weerasethakul – The Horizon Room di James Turrell

1. …

Il film che avremmo voluto vedere, ma che nessuno ha girato, almeno quest’anno, e che secondo noi, se fosse un’opera d’arte, sarebbe il Falso specchio di René Magritte.

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Falso Specchio di Renè Magritte

Federica Polidoro

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