È morto a Milano il grande fotografo Cesare Colombo. Una vita al servizio dell’immagine: al fianco di amici come Mulas, Zannier, Berengo Gardin, Susan Sontag

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Cesare Colombo (foto Lorenzo Ceva Valla)

Cesare Colombo (foto Lorenzo Ceva Valla)

Ritorno ancora una volta al trascorrere sempre più veloce degli anni della mia vita. L’ho dedicata tutta, senza rimpianti, alle immagini fotografiche”. Quello che oggi può apparire come un messaggio di addio, era in realtà una dichiarazione di amore spassionato per tutto quel che concerne la fotografia: lo scriveva Cesare Colombo, e lo cita oggi la casa editrice Contrasto nel comunicare il proprio cordoglio per l’improvvisa scomparsa del grande protagonista nel campo della fotografia e della comunicazione visiva in Italia. “Fotografo per amore e per professione, ma anche grafico pubblicitario, giornalista, critico, polemista, e poi curatore di mostre, docente universitario, storico”.
Nato nel 1935 da due pittori, già a metà degli anni 50 Colombo aveva scelto la professione della fotografia, pubblicando immagini e note critiche sulle riviste Fotografia e Ferrania. Tra il 1957 e il 1963 grande esperienza internazionale con la direzione del Servizio Pubblicità della casa fotografica tedesca AGFA, poi nel 1964 l’apertura di un proprio studio alla foto pubblicitaria e industriale. Frequenta personaggi come Ugo Mulas, Italo Zannier e Gianni Berengo Gardin, e collabora con il mensile Camera; e poi una lunga carriera ricca di pubblicazioni, collaborazioni istituzionali, mostre curate, promozione della fotografia italiana nel mondo, collaborando fra gli altri negli Stati Uniti con Susan Sontag. Fra i suoi impegni più prestigiosi, quello del 2005, quando curò la sezione Fotografia della grande rassegna AnniCinquanta a Milano, a Palazzo Reale. Nel 2014 la pubblicazione della sua autobiografia, La camera del tempo.

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