Da ex fonderia ILVA a centro per l’arte contemporanea: a Follonica un progetto di recupero di archeologia industriale andato a buon fine, che riqualifica un’area critica della città

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La facciata di Fonderia 1, a Follonica

La facciata di Fonderia 1, a Follonica

Nel tardo Rinascimento nasceva come arsenale granducale; nell’Ottocento divenne una fonderia per la lavorazione del ferro e della ghisa; poi subentrò l’ILVA sino all’abbandono del complesso nel 1960; e ora risorge come nuovo centro per l’arte contemporanea di Follonica. Fonderia 1 è quello che si chiama un progetto di recupero di archeologia industriale riuscito; un intervento strategico di rifunzionalizzazione di un fabbricato in stato di incuria; un esempio illuminato di riqualificazione non soltanto architettonica, ma anche urbana, di un’area da decenni abbandonata e emarginata ai confini della città.
Prima del restauro“, spiega Beatrice Gentili, capo progetto e Direttore Lavori, “lo stabile si presentava quasi come una chiesa romanica privata del suo tetto, ‘una limpida scatola prospettica’ fatta di mura possenti ma oramai fortemente degradate, che hanno richiesto una lunga indagine sulle più appropriate metodologie di restauro”. Avviati nel 2009 e conclusi quest’anno, i lavori hanno riguardato una superficie di circa 2400 metri quadri, per un costo complessivo di 4 milioni di euro, finanziati per il 60% dalla Regione Toscana e il restante dal bilancio comunale. Il risultato sono volumi nitidi, uno spazio arioso, seppur segmentato dalle tre navate dell’architettura originaria, adatto ad una programmazione multidisciplinare e ripensato in una logica di sostenibilità. Lo scorso ottobre, c’è stato il taglio del nastro con le autorità; aspettiamo ora di vedere questo nuovo spazio cosa riserverà nel futuro.

– Marta Pettinau

 

 

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