“Muji style”, ecco come sarà la casa prefabbricata del terzo millennio. Tre grandi designer per tre soluzioni abitative a basso costo: ecco le immagini

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Jasper Morrison per Muji

Jasper Morrison per Muji

Dopo essersi affermato a livello internazionale per i suoi prodotti dal design basico e funzionale, il marchio giapponese Muji ha presentato alla Tokyo Design Week tre nuovi modelli di casa prefabbricata. L’obiettivo? Rispondere all’esigenza di costruzioni a basso costo e impatto ridotto senza rinunciare ad estetica e qualità. Tre strutture e tre firme d’eccellenza: l’inglese Jasper Morrison, il tedesco Konstantin Grcic e il giapponese Naoto Gukasawa. Il risultato è perfettamente “Muji style”: materiali come legno, alluminio e sughero dai colori tenui e dall’alta efficienza energetica vanno a comporre strutture ideate come “rifugi rurali” che si fondono armonicamente con il paesaggio naturale. Nidi accoglienti per scappare dalla frenesia della città. Denominatore comune? Il Minimalismo.

SUGHERO PER MORRISON, ALLUMINIO E LEGNO PER GRIC
Alla struttura di Morrison, un parallelepipedo ricoperto da pannelli di sughero poggiante su una pedana in legno chiaro per favorire l’isolamento dal terreno, si accede tramite una grande porta scorrevole a vetri, diaframma perfetto fra interno ed esterno. Concepita come una “piccola casa per il weekend”, ha un’ampia zona-living con camino su cui si aprono, in sezioni separate, cucina e bagno. Su due livelli, invece, il rifugio di Grcic: una stretta costruzione verticale con soppalco, costruita in alluminio e legno. Entrambi i piani ospitano ampi e leggeri pannelli scorrevoli in legno e carta, tipici della tradizione nipponica. Le dimensioni degli spazi sono così ridotte da rispettare i limiti entro i quali, in Giappone, rientrano le costruzioni che non necessitano di concessione edilizia. Per questa ragione, il prefabbricato dell’architetto tedesco, può essere istallato sia in ambienti rurali che cittadini.

UN OCCHIO A LE CORBUSIER PER FUKASAWA
Più completa, la creazione di Fukasawa: uno spazio quadrato in legno scuro con tetto a spioventi ed una parete interamente ricoperta da pannelli scorrevoli in vetro trasparente. Al suo interno, una stufa di ghisa, letti a castello, una piccola cucina e una zona delimitata da un pannello di legno e tende in cui è presente una grande vasca da bagno quadrata. Strutture di nuova concezione, easy ed economiche, ma non prive di un illustre “prototipo”: il Cabanon di Le Corbusier a Cap Martin.

Laura Carlotta Cortoni

https://www.muji.com/jp/mujihut/

 

 

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