Roma e il Nord. In dialogo al Museo Andersen

Museo Hendrik Christian Andersen, Roma – fino al 28 gennaio 2016. Cinque artiste scandinave si misurano con la città eterna per eccellenza. E trovano dimora in un sorprendente museo romano. Le cui origini guardano, ancora una volta, al Nord.

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Elisabeth Westerlund, Building Body (Arch), 2015

Elisabeth Westerlund, Building Body (Arch), 2015

ANDERSEN IL VISIONARIO
Per chi crede negli spiriti dei luoghi, o almeno in una qualche persistenza del passato, una visita al museo Andersen vale sempre la pena. In questa signorile palazzina a pochi passi da piazza del Popolo si ritrova infatti condensata la visionarietà del suo originario proprietario, lo scultore (norvegese di nascita, americano di formazione) Hendrik Christian Andersen.
Portava la sua firma il megalomane progetto di un World Center of Communication che, agli inizi del secolo scorso, avrebbe dovuto prendere le mosse da una città mondiale e dare il via a una nuova era di arte e pace. A maggior ragione la visita vale ora, quando al genius loci si combinano le opere di cinque artiste del Nord Europa, riunite dalla curatrice Lorella Scacco col sostegno di vari istituti scandinavi.

IL NORD INCONTRA ROMA
Marianne Groennow, Siri Kollandsrud, Anita Viola Nielsen, Jane Maria Petersen ed Elisabeth Westerlund si sono misurate con l’idea di Roma come centro di un mondo che, tra passati gloriosi e presenti controversi, offre pur sempre un tentativo di eternità, dove l’arte gioca un ruolo fondamentale.
La visione offerta, frutto di lunghi soggiorni preparatori delle artiste nella Capitale, presenta, pur nell’eterogeneità dei mezzi – che spaziano dalla pittura alle installazioni visive e sonore, dal collage all’incisione – un campionario della cosiddetta sensibilità nordica.

Jane Maria Petersen, The football player, 2015

Jane Maria Petersen, The football player, 2015

UN DIALOGO TRA PASSATO E PRESENTE
Tra drammaticità e ironia, mentre ci si aggira per le sale del museo si apprezza il talento di tutte le artiste nell’insinuarsi con intelligenza in spazi espositivi già molto connotati, dunque di complicata gestione.
Colpiscono, in particolare, le argute riflessioni visive della Westerlund e della Petersen sulla potenza ludico-combinatoria dell’antico, le pitture terrose della Nielsen, la wunderkammer approntata dalla Kollandsrud rileggendo memorie e aspirazioni della famiglia Andersen. Una collettiva riuscita, in un luogo difficile e fascinoso.

Luca Arnaudo

Roma // fino al 28 gennaio 2016
Laboratorio eterno
a cura di Lorella Scacco

MUSEO ANDERSEN
Via Pasquale Stanislao Mancini 20
06 3219089
[email protected]
www.museoandersen.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48950/laboratorio-eterno/

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