Raffaello. Il Sole delle arti alla Reggia di Venaria

Reggia di Venaria, Venaria Reale – fino al 24 gennaio 2016. La Reggia piemontese ospita una mostra consacrata alla fortuna iconografica di Raffaello. Il Maestro di Urbino sfodera nuove armi, straordinariamente simili a quelle dell’arte contemporanea.

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Raffaello. Il Sole delle Arti – veduta dell’ingresso della mostra, Reggia di Venaria Reale, 2015 – allestimento di Giovanni Tironi – photo Massimiliano Simone

Raffaello. Il Sole delle Arti – veduta dell’ingresso della mostra, Reggia di Venaria Reale, 2015 – allestimento di Giovanni Tironi – photo Massimiliano Simone

RAFFAELLO CONTEMPORANEO
Per sintetizzare la rassegna di Venaria Reale intitolata, ancora una volta, al genio di Raffaello (Urbino, 1483 – Roma, 1520), basterebbe prendere in prestito la copertina di un celebre album dei Pink Floyd: The Dark Side of the Moon. Un prisma stilizzato su sfondo nero, illuminato da un raggio di luce che libera un arcobaleno di colori, dove il prisma è l’individuo, impegnato in una profonda ricerca sulla realtà. Non a caso, nella sala che dà accesso alla mostra, il visitatore si trova di fronte a una serie di pannelli neri sui quali si declinano bande di diversi colori, restituendo tutta la difficoltà nell’ingabbiare l’opera del maestro in pochi concetti.
L’obiettivo principale dell’esposizione è evocare il successo e la fama che accompagnarono l’artista già nel corso della sua breve vita, presentando una vasta produzione “in serie” – appartenente, in gran parte, alle arti applicate. Sintomo, questo, dell’irradiamento universale delle sue straordinarie invenzioni figurative. Superflua, pertanto, la scelta di dedicare le prime sale della mostra al canonico tema degli anni dell’apprendistato.

Raffaello, Visione di Ezechiele, 1516-18 ca. - Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze

Raffaello, Visione di Ezechiele, 1516-18 ca. – Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze

ACCOSTAMENTI SERIALI
Fin dall’inizio del percorso, oggetti e quadri sono accostati in maniera impeccabile: il pendente a forma di scorpione associato al ritratto di Elisabetta Gonzaga contribuisce a connotare la moda del XVI secolo, spingendosi più in là rispetto alle canoniche interpretazioni astrologiche.
Si passa poi alla fortuna delle Madonne prima di accedere alle sale dedicate alle Stanze Vaticane, attraverso l’installazione della porta proveniente dalla Stanza di Eliodoro. Ma l’immersione è solo simbolica, non potendo fruire degli affreschi originali con cui dovrebbero dialogare i diversi manufatti, ripetendo il medesimo discorso nelle sale seguenti, dedicate all’appartamento del cardinal Bibbiena e alla Farnesina. Come nel Cinquecento, le incisioni restano un patrimonio prezioso, custodito in luoghi per lo più interdetti al pubblico.
Se la produzione seriale di queste iconografie rende bene l’idea della fortuna delle ideazioni raffaellesche, a stento emerge la complessità dell’arte dell’Urbinate, carica di ulteriori rimandi iconografici. Come dimenticare i debiti verso Leonardo e Michelangelo?

UN’ARTE CELESTIALE
Ben descrive la complessa produzione dell’artista una delle più interessanti opere esposte, l’Estasi di Santa Cecilia. Qui la sconfitta della musica degli uomini dimostra come questa sia infinitamente inferiore rispetto alla bellezza dell’armonia celeste, illustrata dal coro angelico nella parte superiore del quadro. Se solo gli angeli e i santi possono comprendere la musica dei cieli, un discorso simile può valere per l’arte di Raffaello.

Massimiliano Simone

Venaria Reale // fino al 24 gennaio 2016
Raffaello. Il Sole delle Arti
a cura di Gabriele Barucca e Sylvia Ferino
REGGIA DI VENARIA
Piazza della Repubblica 4
0114992333
[email protected]
www.lavenaria.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47371/raffaello-il-sole-delle-arti/

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