L’arte e la difesa della natura. A Trento

Galleria Civica, Trento – fino al 31 gennaio 2016. Una mostra indaga in quanta parte l'arte abbia assunto un ruolo etico rispetto alle tematiche dell'ecologia nel senso più ampio. Ma anche dell'urgenza di rapportarsi di nuovo con l'originario e il naturale.

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Davide Coltro, Medium Color Landscapes, 2007 – Mart, Collezione VAF-Stiftung

Davide Coltro, Medium Color Landscapes, 2007 – Mart, Collezione VAF-Stiftung

L’ARTISTA E LA NATURA
Se l’uomo è stato artefice e protagonista di un’epoca segnata dalla produzione “che vedeva nella natura il provvido ventre del suo esaudirsi, incessante e indefinito, e che non si rendeva conscio, parimenti, di aver impoverito la dimensione altra della sua terrena esistenza”, per usare le parole di Joseph Beuys, dall’altro canto è stato capace – con sensibilità premonitrice e sottile intuito tipico dell’artista – di riportare il tema del suo rapporto con la natura in chiave spesso critica.
La mostra di Trento è un percorso libero e si articola come un dibattito a più voci, ma con un’assonanza: le varie Nature sono spunto per un’indagine artistica e fonte per un’esperienza estetica, ma diventano campo di riprova dell’impegno etico che l’arte può avere.

ARTEFATTI E SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI ETERNI
Gli oggetti di Michael E. Smith, che sembrano residui della presenza dell’uomo, deturpazioni emotive del paesaggio, ritrovano un loro senso nell’assemblamento che pare casuale a oggetti naturali. Con la rievocazione del contrasto tra artefatto e mondo naturale, diventano espressione di un’archeologia dell’umanità che, con suoi bisogni materiali, ha compromesso l’ambiente circostante.
La riflessione su come il cambiamento climatico è divenuto un tema urgente è stata interpretata da Stefano Cagol con The Ice Monolith. Con un’operazione di poche ore, che vede un blocco di ghiaccio proveniente dagli “eterni” ghiacciai dolomitici sciogliersi sulla riva veneziana, apre un dibattito tra i curatori e gli artisti ospitati in occasione della 53. Biennale al Padiglione delle Maldive, e come una metafora della scomparsa del concetto di eterno ci ricorda il suo esaurirsi.

Stefano Cagol, The ice monolith, 2013 - courtesy l’artista

Stefano Cagol, The ice monolith, 2013 – courtesy l’artista

DEFORESTAZIONE E RIFIUTI TOSSICI
De Lama Lamina è un vasto progetto sulla deforestazione amazzonica ad opera di Matthew Barney, culminato in una parata allegorica al carnevale di Rio de Janeiro. Nel corteo l’immane trattore diviene raffigurazione della distruzione e parodia della supremazia dell’uomo sulla natura. Con personaggi della mitologia afrobrasiliana arroccati e parte degli ingranaggi, l’artista domanda all’essere umano se può vedere ancora, allontanato ormai dal rito e dalla simbologia, la natura nella sua sacralità.
L’austriaco Robert Gschwantner visita diversi luoghi, tragici teatri di inquinamento, per raccogliere l’acqua marina mista a greggio, che poi utilizza per i suoi lavori, sottolineando i cambiamenti a opera dell’uomo ma anche le sue speranze. Con un video del 2014 esplora come l’isola artificiale olandese di Jisseloog, progettata per accogliere i rifiuti tossici, possa divenire nonostante tutto un paradiso ecologico.

Antonella Potente

Trento // fino al 31 gennaio 2016
Nature. Arte ed Ecologia
a cura di Margherita de Pilati
GALLERIA CIVICA
Via Belenzani 44
800 397760 | 0461 985511
[email protected]
www.mart.trento.it/galleriacivica

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49149/nature-arte-ed-ecologia/

 

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