Milano. Consigli per un Sant’Ambrogio d’arte

L’Expo ha trasformato Milano, e soprattutto i milanesi. Che per la prima volta lasciano sci e scarponi nell’armadio e decidono di trascorrere il ponte di Sant’Ambrogio in città, alla scoperta di un’offerta culturale degna di una capitale europea. Abbiamo selezionato le tappe da non perdere, per un tour all’insegna della creatività: da Palazzo Reale alla Triennale, dal Museo delle Culture alla Fondazione Prada, fino all’Hangar Bicocca.

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Giotto, Polittico Stefaneschi, verso, secondo decennio del Trecento - dalla basilica di San Pietro, Città del Vaticano, Musei Vaticani - Servizio Fotografico dei Musei Vaticani, © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

Giotto, Polittico Stefaneschi, verso, secondo decennio del Trecento – dalla basilica di San Pietro, Città del Vaticano, Musei Vaticani – Servizio Fotografico dei Musei Vaticani, © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

ALLE ORIGINI C’È GIOTTO
Palazzo Reale torna a risplendere, con un programma di iniziative ambiziose, coerenti e ficcanti. A cominciare da Giotto, l’Italia: una mostra destinata ad entrare storia, per la portata del progetto e per l’allestimento visionario di Mario Bellini. Per la prima volta in settecento anni, quattordici capolavori, provenienti da Musei Vaticani, dalla Cappella degli Scrovegni e da San Diego si trovano riuniti in pochi metri quadrati, per raccontare l’origine della pittura italiana.

UN RUBENS SOTTO L’ALBERO
A Palazzo Marino va in scena il tradizionale appuntamento natalizio dell’arte. Fino al 10 gennaio è possibile godere gratuitamente dell’Adorazione dei pastori di Rubens. La pala d’altare del pittore fiammingo sancisce una delle iniziative più care a Milano: un regalo da parte della città, da scartare insieme a pochi passi dal Duomo.

Ennesima - veduta della mostra presso La Triennale di Milano, 2015

Ennesima – veduta della mostra presso La Triennale di Milano, 2015

TRIENNALE O DELLA MULTIDISCIPLINARIETÀ
Mancano pochi mesi alla 21esima edizione della Triennale e l’istituzione leader nel campo della creatività multidisciplinare si prepara all’evento con una triade di rassegne espositive, dedicate all’arte, all’architettura e alla moda. Ennesima, firmata dal direttore del Miart Vincenzo De Bellis, è un’occasione per (ri)scoprire l’arte italiana degli ultimi cinquant’anni. Accantonato il taglio enciclopedico, il percorso è suddiviso in sette esposizioni interdipendenti, per un’analisi critica sul formato allestitivo. E mentre l’arte riflette su se stessa, Il nuovo vocabolario della moda italiana rivela gli ultimi vent’anni di un’eccellenza che ha saputo reinventarsi attingendo dal proprio Dna. Dulcis in fundo, Comunità Italia racconta l’avventura dell’architettura del nostro secondo Novecento.

Barbie. The Icon - veduta della mostra presso il MUDEC, Milano 2015 - photo Agata

Barbie. The Icon – veduta della mostra presso il MUDEC, Milano 2015 – photo Agata

MUDEC: DA BARBIE A GAUGUIN A…
Un museo per una Milano multietnica, basata sul confronto e sul dialogo fra le culture. Dopo il pre-opening  in vista di Expo, in autunno il Mudec è stato inaugurato ufficialmente con tre mostre e l’apertura della collezione permanente. Duecento opere etnografiche, provenienti da terre lontane, ripercorrono la storia del collezionismo lombardo ed evocano l’immaginario primitivo che ispirò i maestri del moderno. Le sale adiacenti al corpus permanente sono, appunto, dedicate alla scoperta dell’arte non europea da parte delle Avanguardie. A dare il via al progetto un’antologica sugli Albers, dal titolo A beautiful confluence. Le creazioni dei due pionieri del Modernismo sono poste in relazione agli oggetti precolombiani da loro collezionati, per un gioco di rimandi decisamente suggestivo. Il viaggio verso l’esotico prosegue con Paul Gauguin. Racconti dal paradiso: settanta capolavori del pittore francese dialogano con le relative fonti figurative. Il Cristo giallo vale da solo il pellegrinaggio al museo. E poi arriva lei: Barbara Millicent Roberts, in arte Barbie. Un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbracciare ogni frontiera culturale, sociale e antropologica. Dopo aver a vestito i panni, le usanze – e ovviamente le mise – di ogni parte del globo, la bambola più famosa al mondo trionfa in un’esposizione in grado di incantare le bimbe di tutte le età.

Recto Verso, Fondazione Prada, Milano 2015

Recto Verso, Fondazione Prada, Milano 2015

ALLA FONDAZIONE PRADA, IL LATO B DELL’ARTE
La spettacolarità degli edifici e la qualità delle mostre porta la Fondazione Prada in pole position. Veicoli a cavallo fra realtà e immaginazione si dislocano sui due livelli del podium, per un viaggio contromano alla scoperta del mondo di Gianni Piacentino: dalle suggestioni Pop ai tributi di matrice Minimal, fino alle sperimentazioni dell’arte californiana. Nei lunghi spazi della Galleria Nord va in scena il “lato B” delle opere d’arte, con Recto Verso. La mostra pone la lente d’ingrandimento sul retro dei dipinti: uno spazio nascosto, solitamente relegato a struttura di supporto, si trasforma in una superfice per sperimentare inedite possibilità creative.

Philippe Parreno - Hypothesis - veduta della mostra presso HangarBicocca, Milano 2015 - Courtesy of the Artist; Pilar Corrias Gallery; Gladstone Gallery; Esther Schipper; Fondazione HangarBicocca, Milano - photo © Andrea Rossetti

Philippe Parreno – Hypothesis – veduta della mostra presso HangarBicocca, Milano 2015 – Courtesy of the Artist; Pilar Corrias Gallery; Gladstone Gallery; Esther Schipper; Fondazione HangarBicocca, Milano – photo © Andrea Rossetti

IPOTESI SULL’ARTE ALL’HANGAR BICOCCA
Dulcis in fundo, all’Hangar Bicocca Philippe Parreno esplora lo stesso concetto di mostra, con uno spiazzante percorso drammaturgico dal titolo di Hypotesis. Luci, ombre, suoni, immagini vagliano le possibilità della creatività del futuro. Un’ipotesi che potrà essere messa alla prova fino al 14 febbraio.

Federica Galassi

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