Lo Strillone: Napoli perde 100 milioni di euro UE per il centro storico su Italia Oggi. E poi tutela del patrimonio in due libri, Settis per i musei gratis

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Luigi de Magistris

Luigi de Magistris

Come perdere 100 milioni di euro perché non si è stati in grado di spenderli”. Una situazione che purtroppo è una realtà piuttosto diffusa nell’Italia della burocrazia cronicizzata: stavolta a finire sotto la lente di Italia Oggi è Napoli: “Comitati sul piede di guerra e pronti a scendere in piazza contro de Magistris. II Comune non ha speso i fondi Ue per il centro storico”. Cosa è successo? “Basta dare un’occhiata a quel che accade a Napoli per rendersi conto che è possibile vedere svanire nel nulla soldi che sarebbero potuti arrivare per favorire lo sviluppo della città tramite il restauro di chiese e monumenti. Nell’ambito dei fondi PorFesr 2007-13, l’amministrazione comunale poteva contare fino a qualche anno fa su 240 milioni di euro per effettuare lavori nel centro storico partenopeo, riconosciuto come patrimonio dell’Unesco. Nel corso degli anni quella cifra si è assottigliata di parecchio, fino ad arrivare a 100 milioni. Peccato però che, stando a quanto raccontato dal Corriere del Mezzogiorno, il Comune guidato dal sindaco Luigi de Magistris rischi di chiudere il 2015 senza aver utilizzato nemmeno un euro”.

Il dibattito nell’Assemblea Costituente sull’articolo 9 della Costituzione, il cui testo iniziale — proposto da Concetto Marchesi e da Aldo Moro — recitava ‘Lo Stato protegge etc.’, ma sarà corretto da Emilio Lussu in ‘La Repubblica tutela etc.’, e la Res publica sono i cittadini, le loro associazioni, i Comuni, le Regioni, lo Stato”. C’è questo, la tutela di legislativa di monumenti storici, opere d’arte, bellezze della natura e paesaggio, al centro di due libri di Roberto Cecchi e Giuliano Volpe: ne parla il Corriere della Sera. “Matteo Renzi, piuttosto che permettere ai fortunati partecipanti della Leopolda visite gratuite ai musei fiorentini, dovrebbe trovare i soldi per tenere sempre aperti e gratuiti tutti i musei italiani sul modello del British Museum“. L’affondo è firmato Salvatore Settis, e lo raccoglie Il Fatto Quotidiano: “il patrimonio non deve essere un privilegio di partito“.

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