Lo Strillone: il pensiero gesuitico di Papa Francesco sull’arte figurativa su Il Giornale. E poi il 2015 nelle foto dell’Ansa, ritratti inventati in mostra

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Papa Francesco in partenza dall'Aeroporto FVG - Ronchi dei Legionari 13/09/2014

Questo Papa ne sa una più di Sgarbi. È l’impressione che ho ricavato dai primi capitoli di ‘La mia idea di arte’ (pagg. 102, euro 16), libro Mondadori che racchiude il pensiero di Papa Francesco sull’arte figurativa”. Firmato: Camillo Langone, che su Il Giornale recensisce alla sua maniera il libro del pontefice. “Chi crede nell’autonomia dell’arte è invitato a lasciar perdere. Anche chi pensa che Papa Francesco sia un sincero democratico. Nel libro circola, non c’è bisogno di avere letto Pascal per annusarla, un’atmosfera gesuitica e quindi gerarchica e quindi militare, oltre alla nota avversione bergogliana nei confronti del lusso: ‘Qual è la sporcizia più brutta? È il dio denaro, che ci fa anche trascurare il creato e ci allontana dalla fede’. Mi tocca il ruolo ingrato del realista e ricordare che non uno dei capolavori illustrati nel libro sarebbe esistito senza l’esistenza del denaro, senza i committenti che nel corso dei secoli li commissionarono ad artisti forse non sempre devoti ma certo sempre bramosi di pecunia”.

Fatti e personaggi del 2015 nelle foto dell’Ansa. Il Sole 24 Ore presenta il libro Photoansa 2015che raccoglie fatti e personaggi dell’anno. Il filo che lega il primo capitolo è, scrive il presidente dell’Ansa Giulio Anselmi, ‘di un rosso sangue che le foto rendono più che evidente’: le stragi che hanno portato tanto dolore, la disperazione degli immigrati. Poi ci sono le foto solari con le ragazze del tennis italiano agli US Open, le folle che accolgono Papa Francesco all’estero, le pagine storiche di Expo”. Ritratti inventati, più veri dei veri. Italia Oggi porta i suoi lettori al museo di Tolosa, per “una mostra originale che espone 80 opere che ritraggono i volti di seduttrici, musicisti, anziani o bambini, cortigiane di una Venezia sognata. Una carrellata di volti d’epoca che vanno dal XVI al XVIII secolo. Il bello è che nessuno di questi ritratti rappresenta un individuo reale in particolare”.

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