Lo Strillone: il nonluogo secondo Marc Augé sull’Enciclopedia Treccani e su Il Sole 24 Ore. E poi l’arte clonata, Giorgetto Giugiaro

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Marc Augè

Marc Augè

Gli spazi di anonimato, le finzioni dell’immagine e le menzogne dei consumi possono essere anche gli spazi dell’incontro, del possibile avvenimento, dell’attesa e della speranza?”. La risposta l’ha data oltre 20 anni fa un antropologo francese, e Il Sole 24 Ore la pubblica per presentare la IX appendice dell’Enciclopedia Treccani, in uscita in questi giorni, che affida la redazione della voce – che è “nonluogo” – allo studioso stesso, che è Marc Augé. “La nozione di non luogo è stata concepita in relazione e per opposizione a quella di luogo o, più esattamente, a quella di luogo antropologico. Il luogo antropologico è il luogo in cui vi è una coincidenza perfetta tra disposizione spaziale e organizzazione sociale”.

Dalla finta Madonnina del Duomo alla copia dei Bronzi di Riace. I doppi che fanno il giro del mondo. Sul Corriere della Sera Paolo Conti scava nel fenomeno dell’arte clonata: “Nel 1936 Walter Benjamin parlò nel suo celeberrimo saggio dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, ragionò sul ruolo del cinema e della fotografia e sulla loro ‘responsabilità’ nel cambiamento del rapporto tra capolavori e masse. Non avrebbe mai immaginato che il secolo successivo avrebbe proposto sistemi immensamente più raffinati di vera e propria clonazione. I doppi d’arte ormai ci circondano”. Qualcuno pensa che Giorgetto Giugiaro, chiuso il capitolo Volkswagen, faccia il pensionato di lusso? Si sbaglia di grosso, La Stampa intervista il celebre designer, che confida: “io non ho vissuto per creare un’azienda, ho cercato di realizzare dei progetti, dei sogni, passando dall’uno all’altro. E se vedo girare le auto che hanno la mia impronta, sono contento, ma nulla più”.

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