Lo Strillone: il ministro Poletti, i giovani, l’università e Benedetto Croce sul Corriere della Sera. E poi il Papiro di Artemidoro, niente risarcimenti alla Barcaccia

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Il Papiro di Artemidoro

Il Papiro di Artemidoro

La cultura è, o dovrebbe essere, il nocciolo di una società. Qui da noi è la cenerentola, all’ultimo gradino tra i paesi Ocse nella spesa per l’istruzione. I musei, le biblioteche, gli archivi non navigano in buone acque. L’università sta cercando di recuperare le carenze create da leggi sbagliate”. Corrado Stajano affida alle colonne del Corriere della Sera un’amara riflessione sul “ruolo centrale della cultura per contrastare un presente povero”, e su quanto questo assunto sia lontano in Italia. Il ministro del Lavoro Poletti “ha invitato i giovani a far presto, a non perder tempo all’università che ‘non serve a un fico’. È dolorosamente chiaro che il livello della classe dirigente nazionale, alta e bassa, non sta attraversando il suo tempo migliore. Se si pensa che ministro della Pubblica Istruzione fu (nel ’20-’21) Benedetto Croce, di nuovo ministro nel ’43-’44, si capisce la povertà intellettuale del presente. Il Novecento è stato un secolo tragico, tra due guerre mondiali, la Shoah, i Gulag, la bomba atomica, ma non mancarono gli uomini che seppero esprimere energie e competenze oggi, sembra di capire, disprezzate come un inciampo”.

Per Settis è autentico, per Canfora è contraffatto”. Cosa? Il Papiro di Artemidoro: Il Fatto Quotidiano – Che parla di papiro-bufala – riapre il dibattito sull’autenticità del reperto. “A Torino ne hanno discusso storici, papirologi, filologi, ricercatori e direttori di musei. Da alcuni mesi anche la magistratura si occupa del reperto acquistato dalla Compagnia di San Paolo nel 2004 per ben 2,75 milioni di euro per esporlo al Museo Egizio di Torino. Nelle sue sale però non è mai arrivato ed è stato affidato al Museo delle Antichità dall’autunno 2014”. “Marino ha graziato gli hooligans”: Il Giornale informa che “il processo ai 44 supporter della squadra olandese che, ubriachi prima della partita di Europa League contro la Roma dello scorso 19 febbraio, hanno danneggiato il marmo del capolavoro del Bernini gettandoci dentro centinaia di bottiglie di vetro e aggredito i poliziotti che cercavano di riportare l’ordine, si è aperto con un’assenza eccellente: quella del Comune di Roma. Proprio così. Anche se suona strano, il Campidoglio all’epoca dei fatti ancora guidato dal sindaco Marino che aveva detto ‘chi rompe paga’, non si è costituito parte civile e non comparendo tra le vittime dell’inciviltà degli hooligans non avrà diritto ad alcun risarcimento in caso di condanna nonostante gli ingenti danni inflitti alla fontana che era stata appena restaurata”.

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