Lo Strillone: gli ultimi viaggi nell’Italia perduta di Raffaele La Capria sul Corriere della Sera. E poi il fiume verde di Milano, Facebook vietato ai minori di 16 anni

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Raffaele La Capria

Raffaele La Capria

Ultimi viaggi nell’Italia perduta”. È il titolo dell’ultimo libro – stranna natalizia – di Raffaele La Capria: ma è anche l’amara riflessione di un osservatore acuto su “un popolo di scimmie che devasta il paesaggio”. Ne scrive il Corriere della Sera, secondo cui “il viaggio di La Capria non è il Grand Tour di Montaigne e di Goethe – sempre citati e ovviamente guardati come punti di riferimento – ma è ‘un’ viaggio, che, come quelli compiuti durante tutto il secolo XX dagli scrittori italiani e stranieri innamorati dell’Italia, privilegia un dato, un aspetto, un elemento, o anche soltanto una parola chiave. Quella di La Capria è ‘bellezza’. Intesa non in senso puramente estetico, ma come la principale nota caratteristica della carta d’identità italiana, poiché nessun Paese al mondo ha un paesaggio così bello come quello italiano”. E la nota amara? “Anche quando può sembrare che il frenetico attivismo distruttivo di questo popolo di scimmie non riguardi ognuno di noi, dovremmo ricordarci che, volenti o nolenti, di questo popolo di scimmie anche noi facciamo parte”.

Sarebbe una grande tristezza se quel grande ‘fiume verde’ che potrebbe scorrere come un anello di biodiversità nel tessuto di Milano finisse nel nulla, per una questione di scaramucce elettorali“. Stefano Boeri si abbandona a una chiacchierata con Il Foglio sul futuro della sua città, prendendo spunto dalla delibera per la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi. “Il grande ‘fiume verde’ – che poi non sarebbe soltanto verde, ci sarebbero uffici, edilizia privata, housing sociale, strade ponti e quant’altro: insomma un pezzo di città – è quello che potrebbe ancora nascere se la giunta Pisapia riuscirà, entro giovedì 17, a rimpannucciare la sua maggioranza e far approvare la delibera sull’accordo tra il comune e le Ferrovie dello stato per la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi, bocciato settimana scorsa per un ‘incidente d’aula’”. L’Unione europea vieta Facebook ai minori di 16 anni: La Stampa approfondisce l’emendamento potenzialmente deflagrante nell’universo sempre più social, che ha stabilito “di portare da 13 a 16 anni il limite per il libero accesso al mondo di Mark Zuckerberg, ad altri social network assai diffusi – come Snapchat, Instagram – e persino a Gmail”.

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