Lo Strillone: Franceschini e Renzi riaprono sei case “chiuse” a Pompei su L’Unità. E poi industria cinematografica del Lazio, Inail e Eur Spa

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Affresco da Pompei, Casa del Bracciale d’Oro, oecus, parete sud, registro mediano

In questi giorni prenatalizi capita spesso di definire qualcosa di positivo come “regalo di Natale”: ma quando la cosa accade proprio il 24 dicembre, se ne può parlare, anche fuor di metafora. Come a Pompei, dove Dario Franceschini e Matteo Renzi proprio alla vigilia celebreranno l’apertura di sei case “chiuse”. Si tratta fra l’altro – scrive L’Unità – “della ‘fullonica di Stephanus’, una tintoria in cui le stoffe venivano trattate con coloranti, acqua e urina, nella via Dell’Abbondanza, delle case del Criptoportico, del Sacerdos Amandus, di Fabius e quella dell’Efebo (un portalampada conservato al Museo archeologico di Napoli)”. Ma non si sopiscono le velate polemiche: “sull’apertura dei sei edifici c’è stata unpo’ di polemica. L’ha sollevata un ex segretario generale dei beni culturali, Roberto Cecchi, scrivendo, in una lettera aperta sul Corsera, che per Pompei ‘la strada è giusta ma troppe domus sono a rischio, 1.500 edifici si trovano in uno stato di conservazione più o meno precario, quasi tutti hanno una salute cagionevole’”.

Un duro colpo all’industria cinematografica del Lazio”. Il Tempo commenta la legge di bilancio 2016 che verrà approvata in questi giorni e “prevede un drastico taglio del Fondo istituito nel 2012 con la legge per il cinema e l’audiovisivo, una delle migliori prodotte dal centrodestra nella precedente legislatura. Il Fondo è un moderno strumento di supporto all’attività cinematografica e audiovisiva, che incentiva (con un contributo sulle spese effettivamente sostenute nel Lazio) le produzioni nazionali ed estere a lavorare nella nostra regione”. “Inail salva i conti di Eur Spa e le sorti della Nuvola, il Centro congressi di Roma”. Il Sole 24 Ore aggiorna sulle ultime vicende della società controllata al 90% dal Mef e al 10% da Roma Capitale: “Il closing con le banche creditrici ha consentito alla società di incassare 264 milioni grazie alla vendita lo scorso 30 novembre di quattro palazzi storici all’Inail: l’Archivio Centrale dello Stato, il Museo Pigorini, il Museo dell’Alto Medioevo e il Museo delle Arti popolari”.

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