Lo Strillone: addio a Mario Dondero, il fotografo degli ultimi, su Repubblica. E poi archeologi italiani nel Kurdistan, legge di stabilità e cultura

Print pagePDF pageEmail page

Mario Dondero, Pier Paolo Pasolini con la madre Susanna. Roma 1961

Mario Dondero, Pier Paolo Pasolini con la madre Susanna. Roma 1961

Ho ancora sotto gli occhi la sua fotografia più celebre. La più letteraria. Un gruppo di premi Nobel, tra cui spiccava serafico Samuel Beckett, davanti all’entrata delle edizioni Minuit”. Chi racconta è Antonio Gnoli, e la fotografia di cui parla su La Repubblica è di Mario Dondero, morto il 13 dicembre a Fermo. “Nei primi anni Cinquanta si stabilì a Milano. C’erano i quattro punti cardinali: la Scala, il Piccolo, l’Accademia di Brera e il Giamaica. Dondero cominciò a frequentare quest’ultimo. Era un bar e un ritrovo di gente che avrebbe fatto un po’ di storia culturale. Vi conobbe Alfa Castaldi che sarebbe diventato un eccellente fotografo di moda. Si riconobbero dal fazzoletto rosso di partigiano. Al Giamaica si incontravano artisti come Gianfranco Ferroni e Piero Manzoni. Fotografi alle prime armi come Ugo Mulas e perfino il fratello di Antonio Gramsci che giocava a scopa con il Maestro Confalonieri. Bianciardi ha illustrato con La vita agra che cosa sia stata quella stagione, che per Dondero cominciò nel 1952 e finì due anni dopo”.

Quegli archeologi italiani che salvano i tesori dal conflitto. Il Fatto Quotidiano porta i suoi lettori nel Kurdistan, dove degli archeologi italiani “scavano nel sito di Tell Gomel dove passò Alessandro Magno. Un progetto che in un anno costa come un’ora di bombardamenti con gli F-22”. E intervista Daniele Morandi Bonacossi, professore all’università di Udine: Mosul “adesso è la capitale del califfato, ma è l’erede di Ninive, la capitale dell’impero assiro. Non è stata fondata dai musulmani. Quando è arrivato l’Islam, c’era già tutto, qui. Ed è così ovunque. Se si studiano i passaggi tra un impero e l’altro, è subito evidente che la continuità prevale sulla discontinuità. Sempre”. Ultime modifiche alla legge di stabilità: La Stampa fa il punto sui provvedimenti governativi, che prevedono “un extra di 2,6 miliardi per la sicurezza e la cultura”.

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community