L’Italia dei blablabla. L’editoriale di Cristiano Seganfreddo

Riusciremo mai a scrollarci di dosso l’etichetta di fenomeni retorici da baraccone? Tante idee, molte parole, ma alla fine non si fa nulla, o quasi. E continuiamo a farci del male.

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Il bookshop del MACBA di Barcellona

Il bookshop del MACBA di Barcellona

Al MACBA di Barcellona c’è una bellissima libreria. Una selezione limitata di libri, in un’arena circolare e ariosa, con un bel progetto curatoriale, come per il museo del resto.
Qualche tempo fa mi è stato regalato il titolo Blablabla, di Blablabla, della casa editrice Blablabla. Comprato proprio in quella libreria da un amico americano curatore in un importante museo, con cui ho condiviso una divertente e intensa colazione nel Barrio. E la cosa, sempre con simpatia, mi è anche stata dedicata in rappresentanza del Belpaese: “Voi siete fenomeni retorici, bravissimi a parlare e discutere… poi per i fatti però…”.
Su questo è stato scritto un oceano di parole e io ne sono degno rappresentante. E abbiamo anche una profonda coscienza che ci fa ancheggiare tra il divertito e l’offeso, tra il consapevole e l’irritato, tra il serio e il famoso faceto, per poi affogare in un ennesimo blablabla ab origine intellettuale.
La cosa mi ha sempre provocato un certo disappunto e punta d’orgoglio, per una presunta superiorità locale che ci riconosciamo, per tante ovvie e naturali ragioni. Poi però mi guardo in giro, e vado in giro, e scuoto la testa. E capisco perché siamo finiti a fare i Blablabla. Abbiamo una scarsa capacità di esecuzione. Parliamo molto a noi stessi, ne siamo convinti, ci piace la nostra voce, ma non mettiamo in piedi progetti davvero. Per mille motivi. Ma le cose non partono. I nostri tempi sono sempre colossali e biblici. Siamo rinchiusi e foderati dal nostro italianismo monolinguistico.

Manca totalmente la dimensione di innovazione sociale. Della società. Tutto è tremendamente lento e pesante, anche se abbiamo dato al mondo le Lezioni americane che contenevano le regole del nuovo mondo (a memoria: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza).
In soli cinque anni, una startup come Airbnb è diventata la più grande catena alberghiera del mondo senza avere una camera, Uber ha sconvolto i piani dei nostri tassisti globali e ridefinito la mobilità, Phillips ha fatto la miglior vendita di sempre di design grazie a un post di un attore su Instagram, Tesla ha inventato e fatto una macchina in cinque anni e via e via… Nel mondo non nascono più solo musei e gallerie, ma nuovi modelli di convivenza che ridefiniscono città e società. A questo serve la cultura. Nuove modalità di sostenibilità sociale e culturale pensate per le persone di oggi. Per un mondo diverso, aperto, connesso e possibile.
Perché è tempo e le nuove generazioni non sopportano più i nostri tremendi e noiosissimi blablabla. Scusate il mio.

Cristiano Seganfreddo
direttore del progetto marzotto
direttore scientifico del corriere innovazione

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #27

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  • Whitehouse Blog

    Ottima riflessione, per evitare il blablabla farò un esempio concreto. Da un anno insieme ad alcuni collaboratori abbiamo lanciato MyDuchamp che potrebbe diventare “il più grande museo al mondo” senza avere neanche una stanza di museo. Abbiamo fatto comunicati, pensato a iniziative di creazione artistica condivisa (art dating, cocoon), prodotto più di 40 opere che le persone possono acquistare al prezzo che desiderano, ecc. Facciamo fatica ad essere anche solo comunicati in una speednews su Artribune; questa stessa rivista ignora completamente queste iniziative. E perché? Perché l’italiano ha sempre paura che il Sig. Rossi del pianerottolo davanti, possa essere più intelligente e troppo brillante, meglio mantenere il livello basso e mediocre. Quindi tutti vengono limitati nel “fare” ma molti scrivono e ipotizzano progetti e nuove visioni (Dantini, Caliandro, per rimanere sempre su Artribune). Ma appena si tenta di passare dal piano teorico a quello progettuale, si coinvolgono solo gli “amici”, quelli della “famigggglia”, e ogni progetto converge verso il solito standard rassicurante (quello che all’estero facevano negli anni 80-90). Non possiamo accettare e credere che idee brillanti come Air Bnb possano nascere dal nostro paese, non vogliamo che nascano, per non avere un altro possibile motivo di frustrazione: “lo ha fatto lui e non io”. Questo è il dramma italiano.

  • L’innovazione richiede ricerca, sviluppo e coraggio…

    • Whitehouse Blog

      Meno male che ci sei tu doattime a ricordarlo al mondo , grazie per questo contributo. Livelli di confronto sempre moto alti.

      • Grazie, mi fa piacere che apprezzi, sai com’è tanti scrivono fiumi di parole vuote tanto per far passare le giornate, i soliti soloni che pretendono che gli altri cambino per poi dare il pessimo esempio, meglio essere concisi

    • Stefano

      L’azione del palato e sempre più facile di quella delle braccia, troppi pensano che basti menar parole o peggio ancora scriverle, ridondando sempre le stesse inutili litanie,

  • Franco Broccardi

    Nel 1756 Voltaire scrisse il suo ‘Saggio sui costumi’, in cui, tra l’altro, rendeva omaggio, tra l’ammirato e lo stupefatto, alla capacità tutta italiana di sapersi civilizzare attraverso le peggiori difficoltà. ‘Ci si può chiedere come mai, in mezzo a tanti sommovimenti, guerre intestine, cospirazioni e follie, ci siano stati tanti uomini che hanno coltivato le arti utili e le arti piacevoli in Italia’.
    Son passati 250 anni e lo stupore permane. La nostra penisola è sopravvissuta a tutto: alla rovinosa fine dell’impero romano, ai barbari e agli invasori, chi ostile e chi invidioso. È sopravvissuta a ogni crisi economica dal medio evo a oggi, alle dominazioni e alle razzie, a due guerre mondiali, agli anni di piombo, all’indifferenza alla morale a tutte le tangentopoli che ha saputo crearsi, alla sottovalutazione degli stranieri.
    Ha saputo sempre ricomporsi senza mai troppo rinnovarsi, ha saputo rialzarsi senza mai credere in sé stessa.

    • paolocarniti

      era il 1756 ora siamo al 2016 abbiamo perso e consumato tutto, ora sono i paesi asiatici nel nuovo coraggio di cambiare, noi qui a compulsare ricordi

  • Ci vuole più coraggio per affrontare la qualità più investimenti ed azione meno banche buon anno

  • Angelov

    a volte l’autocritica è la migliore difesa contro l’autodistruzione…

  • MAXXI 2012
    Un ArtBlitz Enpleinair di Pino Boresta
    Parole, parole, parole.
    http://pinoboresta.blogspot.it/2012/10/parole-enpleinair.html