C’era un volta un postino sognatore: i cinque (irresistibili) film della campagna Prada

Autumn de Wilde, figlia d’arte, è apprezzatissima fotografa nel settore musicale e nella moda. Prada ha scelto proprio lei per la sua ultima campagna pubblicitaria, e ha saputo vederci parecchio lungo…

Print pagePDF pageEmail page

Autumn de Wilde, che deve la sua fama soprattutto al lavoro di fotografa e regista musicale, è stata scelta da Prada per una campagna video esclusivamente dedicata alle sue borse. La serie si chiama The Postman Dreams ed è composta da cinque episodi: The Postman, The Battlefield, The Makeout, The Laudromat e The Tree.

CARTA BIANCA ALLA CREATIVITÀ
Per realizzare i brevi film la regista ha avuto carta bianca: nessuno l’ha trattenuta dal tagliare una borsa a metà per esigenze di scena, di bucarne sul fondo un’altra o di appenderne 35 esemplari su un albero in piena campagna. Ha riempito di sapone da bucato un sacco di coccodrillo e letteralmente svaligiato lo store Prada di Los Angeles per usare centinaia di accessori nel più bello dei cinque episodi, The Battlefield.

LO STILE
A rendere davvero speciali questi piccoli film è un’atmosfera sospesa e magica che bilancia perfettamente classico e contemporaneo, con un tocco di ingenua eccentricità. La storia è forte e sceneggiata con maggiore efficacia di un lungometraggio. Trait d’union tra gli episodi un postino sognatore, che pare uscito dritto dritto da The Grand Budapest Hotel. Del resto la liaison tra Prada e Wes Anderson è ormai cosa nota al pubblico. Ma la de Wilde si è spinta assai oltre, andando a ripescare spunti e suggestioni che arrivano fino alle comiche dei Fratelli Marx, Charlie Chaplin e Buster Keaton.

LA STORIA
Questo postino annoiato fantastica sulle vite dei diversissimi personaggi che incontra ogni giorno per poco più di dieci secondi: da un bambino che improvvisa una battaglia con tanto di soldatini, dinosauri e bigiotterie dentro la borsa della mamma, agli amanti che amoreggiano su una scalinata di un antico palazzo, all’anziana borghese che si fa il bucato in una lavanderia a gettoni. Surreale e romantico, buffo e ammaliante, è tutto musicato dalla Blasting Company Orchestra scelta, neanche a dirlo, dalla sapiente regista, che sulla musica ne sa una più del diavolo.

DALLA TECNICA COMPOSITIVA AL MECCANISMO LINGUISTICO
L’ultima grande intuizione è stata spostare l’attenzione sul godimento che deriva dal possedere una borsa Prada, piuttosto che sulla sua inaccessibile esclusività: meccanismo narrativo che ha trasformato la frustrazione legata al prodotto in desiderio irrefrenabile. Così irrefrenabile che, visto il primo episodio, è impossibile non cedere alla tentazione di vedere la serie completa. Noi l’abbiamo assemblata per voi e non resta che cliccare sui player.

– Federica Polidoro

www.prada.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community